Catania unita dice no alla pena di morte

Sono passati più di 200 anni dal lontanissimo 30 Novembre 1786, giorno
in cui il Gran Duca Leopoldo annunciava l’abolizione della pena capitale nel Gran Ducato di Toscana, la prima in tutto il mondo.
In questi due secoli l’umanità ha cambiato radicalmente il proprio stile di vita grazie ad innumerevoli innovazioni figlie della grande ondata di progresso che ha “travolto” gran parte del globo terrestre. Non è riuscita, però,  a debellare la pena capitale vigente ancora in tanti, troppi, Paesi tra i quali spiccano grandi potenze come gli Stati Uniti, la Cina e il Giappone.

Secondo dati forniti da Amnesty International 20.000 persone stanno contando i giorni che li separano dal momento in cui lo Stato toglierà loro la vita. Uomini che hanno sbagliato sicuramente, macchiandosi il più delle volte di crimini orrendi… ma chi è lo Stato per condannare un suo  simile a perdere la vita, il bene più prezioso, commettendo esso stesso un crimine che reputa illegale? E preannunciare l’esecuzione anni prima non corrisponde forse a uccidere quel condannato un numero di volte ben superiore ai secondi che, scorrendo lenti e inesorabili, lo separano dall’ultimo respiro?

Negli ultimi trenta anni, spinta da questi interrogativi, la maggior parte
dei paesi del mondo ha cominciato ad aprire gli occhi, rifiutando ed abolendo la condanna a morte. Ciò è stato possibile grazie ad una campagna mondiale di sensibilizzazione per una giustizia degna di essere chiamata con questo nome e sulla sacralità della vita. Sono state raccolte 675.621 firme in 61 paesi dove la pena di morte è praticata o dove non è stata ancora abolita.

L’istituzione della Giornata Internazionale “Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, rappresenta il fulcro di questa campagna di sensibilizzazione. Da 5 anni a questa parte il 30 Novembre, anniversario della prima abolizione della pena capitale, circa 500 “città per la vita” illuminano i loro monumenti simbolo
formando un ampio fronte morale mondiale per chiedere di fermare tutte
le esecuzioni capitali.

Anche la città di Catania, ormai da quattro anni, si dimostra sensibile a questa iniziativa proponendo una serie di appuntamenti davvero interessanti. Così, Venerdì 1 Dicembre alle ore 10.00 presso il Cinema Odeon di Catania, una conferenza con protagonista Joaquin Josè Martinez, ha dato inizio a una serie di appuntamenti incentrati su questo tema. L’ex detenuto è stato riconosciuto innocente dopo aver visto per 37 lunghissimi mesi le pareti del braccio della morte, lì nel  carcere di Tampa in Florida.
A seguito della conferenza, alle ore 19.30, una fiaccolata partendo da
Piazza Stesicoro è arrivata a Piazza Duomo, dove sono stati illuminati
il Palazzo dei Minoriti e il “Liotru”, l’elefante simbolo della Città, come segno di adesione alla campagna contro la pena di morte. Questa
manifestazione di solidarietà ha visto la sua felice conclusione con il
concerto dei Tinturia e degli Sbrada presso il monastero dei Benedettini con inizio fissato per le 21.00.

Ancora una volta, Catania e altri 46 comuni siciliani hanno dimostrato di non far parte dell’Italia soltanto per motivi di dislocazione geografica ma di condividerne ideali, cultura e sensibilità per dire insieme “no alla pena di morte”, forzata abnegazione della vita umana.


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