Dal Madagascar a Palermo per diventare ingegnere: «Senza i miei colleghi non ce l’avrei fatta»

Un viaggio lungo dal Madagascar alla Sicilia per coronare il sogno di diventare ingegnere. Questa è la storia di Irina Sambatra Rakotoniaina, il 25enne che si è laureato in Ingegneria gestionale all’università di Palermo lo scorso 24 luglio. Ma la particolarità di questo racconto sta nel fatto che Irina non è mai stato solo nelle sue notevoli difficoltà: i colleghi, oltre a essere dei compagni di viaggio, sono stati un pilastro sorreggendolo dall’inizio alla fine del percorso universitario. Il 25enne racconta dei suoi primi tempi a Palermo a MeridioNews: «Avevo molte difficoltà con l’italiano. Dopo la cena nella mensa della Santi Romano stavo con i ragazzi a praticare la lingua. Mi aiutavano a superare il blocco attraverso appunti ed esercizi».

Se agli inizi la borsa di studio era stata un grande aiuto, al terzo anno la situazione è cambiata in modo radicale poiché Irina non aveva superato abbastanza materie per partecipare al bando di concorso indetto dall’Ersu. In questo contesto l’idea che i colleghi fossero famiglia ha assunto sempre più concretezza tanto da arrivare a dividere parte dei loro pasti con lui per mesi e mesi. Anche studiare iniziava a diventare difficile, soprattutto durante il periodo Covid. Una volta superato quest’ultimo, il 25enne ha trovato un lavoro per la stagione estiva 2022 in Sardegna che gli ha permesso di mettere di lato dei risparmi in modo tale da poter rimanere tutto l’anno nel capoluogo siciliano: «Così ho finito la triennale, dopo tanto tempo. Non potevo rimanere in Italia dopo aver perso la borsa di studio, senza famiglia e senza casa. Dovevo lasciare l’università ma sono stato fortunato ad aver avuto degli amici che mi hanno aiutato con il cibo, con l’alloggio e con i soldi. Fino alla fine – sottolinea Irina – loro mi sono stati vicini. Mi hanno incoraggiato e si preoccupavano di me. Senza di loro sarei già tornato a casa».

Una testimonianza arriva a MeridioNews proprio da uno dei punti di riferimento di Irina, Carlo Milioto. Anche lui studente di UniPa, ha avuto l’opportunità di conoscere il 25enne all’interno dello studentato della struttura Santi Romano dove vivevano entrambi. Da lì è nata un’amicizia che si è consolidata nel corso del tempo e che si è rivelata un valido aiuto: «Ingegneria è una facoltà impegnativa e lo è ancora di più quando non si conosce bene la lingua italiana. Stare molto tempo insieme – afferma lo studente – ha aiutato Irina ad acquisire conoscenze linguistiche. Mi ha stupito perché non si è fatto scoraggiare dalle numerose difficoltà che ha incontrato». Se molti studenti siciliani hanno la possibilità di tornare a casa in determinati periodi, per il 25enne non è stato possibile proprio per via dei molti chilometri che lo separavano e continuano a separarlo – poiché proseguirà la magistrale nel capoluogo – dalla sua famiglia: «Ma ha trovato nel nostro gruppo il supporto necessario per superare queste sfide, tra cui la revoca del posto letto nel caso in cui non si riesca per tempo a raggiungere un certo numero di CFU. Traspare da questo ragazzo una grande maturità e la capacità di perseguire i suoi obiettivi», conclude Milioto.


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