Cateno De Luca vs Angelo Duro: un western con l’inno al pacchio come colonna sonora / L’asso di mazze

La notizia della querelle tra Cateno De Luca e Angelo Duro non è la querelle ma la colonna sonora. Ma bisogna vedere il video, soprattutto l’intro, mentre Cateno De Luca si fa un primissimo piano muto in totale modalità Sergio Leone (o forse ancor di più Sergio Ferroni o Nando Cicero) mentre nell’aere si spandono – anche un po’ minacciose – note di mandolino che virano verso melodie mediorientali. Che canzone è? Chi l’ha composta?
L’attacco dello spoken word che in seguito esplode in audacissime quanto stonate parti cantate è il seguente: «Ciauru d’amuri e di cosi duci» (profumo d’amore e di cose dolci) che, come tutti i siciliani sanno, è il celeberrimo profumo e sapore del pacchio ’u pacchiu è duci e ‘a minchia jetta ‘uci», il pacchio è dolce e la minchia urla). Chi ha scritto questo inno al pacchio?

Ma lui, Cateno De Luca, secondo cui l’inno al pacchio dovrebbe diventare l’inno siciliano, il che potrebbe anche avere un senso analogico metaforico per la forma triangolare (anche se con l’abitudine della depilazione il pacchio oramai ha perso ogni forma).
Grazie a questa colonna sonora, il video di Cateno De Luca, con lui che cerca Angelo Duro strade strade, in puro stile Cavalleria Rusticana, assume i connotati filologici del vero e proprio revenge movie, tipo Kill Bill per intenderci, ma assolutamente reale, un neo-neorealismo.

Compresa la preparazione alla scena finale, l’appuntamento di fronte al palazzo del Comune, dove, giustamente, tutti si aspettano il duello finale. Angelo Duro non si è presentato e il messaggio finale di Cateno De Luca è stato, in buona sostanza, che lui ce l’ha più duro di Angelo Duro. Evvabbe’.
Ma se cercate bene su google non potete perdervi il magnifico video promozional-elettorale che è il video ufficiale della canzone Terra d’amuri, in cui spezzoni da cartolina si alternano epicamente a immagini di repertorio di Cateno De Luca che jetta ‘uci (urla) qui e là.
Non sappiamo se Cateno De Luca diventerà, come è suo proposito e come ha appena dichiarato «Lo Zar delle Due Sicilie». Di sicuro è un degno epigono del compianto Brigantony.


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