Draghi al Parlamento europeo, ma non se lo ‘fila’ nessuno…

IN EUROPA IL POTERE LEGISLATIVO NON CONTA NULLA. COMANDA UN ESECUTIVO CHE NESSUNO HA ELETTO. E COMANDANO LE BANCHE. CON IN TESTA LA BCE. I ‘MAGHEGGI IN CORSO SULLA BANCA D’ITALIA

Nei giorni scorsi tutti hanno riempitole prime pagine dei giornali delle parole pronunciate dal Sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Pochi, anzi praticamente nessuno, invece, ha riportato i commenti a caldo di un suo compagni dipartito e anche lui ex Sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ora europarlamentare, che uscendo da una seduta del Parlamento europeo ha avuto toni decisi su un evento decisamente grave.
Qualche giorno fa, Mario Draghi, il presidente della Banca Centrale Europea, l’uomo che secondo molti ha salvato l’Euro dal disastro, mandando, però, in rovina buona parte dell’Europa è intervenuto al Parlamento Europeo, a Strasburgo. Parlamento che solitamente ospita i 766 deputati europei. Un’aula dove ci si aspettava che sarebbero scoppiate scintille per le misure che la BCE sta imponendo all’Europa, in un dibattito molto atteso. E, invece, alla seduta plenaria, una delle dodici che dovrebbero avere luogo nell’anno, quello di Draghi è stato un monologo. Non perché la sua indiscussa dialettica abbia convinto tutti i parlamentari, ma perché quello di Draghi è stato, come già accennato, un monologo. Infatti, alla seduta hanno partecipato, udite udite, solo una ventina dei 766 deputati. Tanto che anche i più accesi oppositori delle teorie (ormai sono solo questo visto il palese fallimento della politica europea dell’Euro) economiche e monetarie, come il leghista Borghezio o la cipriota Atigoni Papadopoulou, hanno deciso a un certo punto di abbandonare l’aula.
I più ottimisti hanno detto che non si è trattato di un’azione rivolta al presidente della BCE, ma di una mera coincidenza. Eppure l’assenza contemporanea di quasi tutti gli europarlamentari non sarebbe dovuta passare inosservata. Tanto più che era previsto l’intervento di Draghi. Il quale terminato il suo monologo, si è alzato ed è andato via.

La verità è che quello di qualche giorno fa potrebbe essere un segno di come, in Europa e in Italia, ma anche in altri Paesi vengono ormai prese le decisioni importanti per l’economia e per la vita dei cittadini. Un tempo a governare un Paese erano i cittadini che, eleggendo i propri rappresentanti, conferivano loro il mandato di rappresentarli. E si riservavano il diritto di chiedere conto e ragione delle decisioni prese in Parlamento.
Oggi un Paese come l’Italia invece è rappresentato da persone che non sono state elette dai cittadini, ma che sono state nominate sulla base di una legge che le autorità competenti hanno impiegato ben otto anni per definire incostituzionale aprendo una voragine in tema di diritti violati che non potrà mai essere colmata e i cui strascichi dureranno ancora per decenni.
Basti pensare a tutte le decisioni imposte da Governi illegittimi nominati da Parlamenti illegittimi e ratificati da Presidenti nominati da soggetti non eletti legittimamente dai cittadini. Per un attimo qualcuno avrà anche pensato che forse per magia o per miracolo l’illegittimità di tutti i giocatori avrebbe potuto far crollare il castello di carte su cui si basano le leggi proposte e ratificate in questi anni.
Ma forse proprio a questo è servito l’intervento di Draghi ad un Parlamento deserto. A dimostrare, cioè, a chi ancora non lo avesse capito, che non è più il Parlamento che decide. Non lo è in Europa come non lo è in Italia. Ora a prendere le decisioni senza chiedere il consenso popolare sono le banche. Banche che non cercano più neanche di nascondersi dietro una qualsiasi forma di nazionalismo (come quella che deriva dal chiamare Banca d’Italia, un soggetto privato, proprietà di aziende private, che non ha doveri nei confronti dello Stato, ma solo diritti). Un’azienda che comanda l’Italia pur avendo un capitale sociale “simbolico” di 156.000 Euro che per il 60% è nelle mani di solo tre grandi gruppi finanziari!

Un potere che permetterà ad una banca privata di rivalutare il capitale sociale (secondo alcuni per compensare di decine di volte il possibile leggero aggravio previsto dalla nuova legge di stabilità) portandolo magicamente a molti miliardi di Euro. In questo modo un’azienda nata dal nulla e presa con la forza da poche banche permetterà loro di vedere il valore delle loro azioni crescere di 40 mila volte!
Non per una decisione presa dal mercato azionario, ma solo perché loro stesse lo hanno deciso. Arbitrariamente e unilateralmente. E ai cittadini non è rimasto altro da fare che guardare cosa si sta facendo dei loro soldi sotto i loro occhi.
Draghi nel suo discorso è stato chiaro: la BCE non contenta ha deciso di non aiutare le banche (come è avvenuto in America dove, però, esistendo una forma di potere monetario statale si può battere moneta e fregarsene dell’inflazione) e delega il peso del salvataggio delle banche ad azionisti e obbligazionisti. Cioè, visto il sistema di gestione dei fondi comuni di investimento delle banche ai correntisti.
Ovviamente ciò provocherà (come ha dimostrato il crollo delle Borse di mezzo Continente di ieri) un grave danno per le banche dei Paesi che hanno deciso di cedere la propria sovranità monetaria alle banche private che hanno poi scialacquato i propri capitali. Ovviamente,questa decisione sarà seguita da una “valutazione” e molte di queste banche potrebbero essere dichiarate inidonee a reggere lo stress test (azionisti e obbligazionisti verranno chiamati a mettere mano al portafoglio per una sorta di ricapitalizzazione preventiva). E allora come fare per salvare le banche in questa situazione di criticità? Semplice regalando loro miliardi di Euro ricapitalizzando banche centrali come la Banca d’Italia e permettendo alle banche maggiori azioniste di mettere in vendita le azioni in loro possesso.
In questo modo, grazie alla decisione di Draghi e all’aiuto dei governanti (illegittimi) locali tra pochi mesi, Paesi come l’Italia potrebbero non avere più una Banca nazionale… Ciò, come vedremo dopo, avrà conseguenze devastanti per il nostro Paese e a livello internazionale.

Forse i deputati europei avrebbero fatto bene a non prendersi un giorno libero e a riflettere attentamente su ciò che le banche centrali stanno facendo della vita dei cittadini…

 

 

 

 

 

 

 


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