Berlusconi? Non è più il decisionista di un tempo. Ma romperà con Alfano e andrà all’opposizione

QUESTO COSTRINGERA’ GRILLO A RIPOSIZIONARSI PIU’ A SINISTRA. PERCHE’ CON IL CAVALIERE CON LE MANI LIBERE I GRILLINI NON AVRANNO PIU’ SPAZIO TRA I MODERATI

di Politicus

Alessandro Sallusti (foto sotto a destra tratta da il foglio), direttore de il Giornale, lo scrive in modo molto diretto: “Berlusconi venduto al PD”. la sua tesi è la seguente: Angelino Alfano e la sua band a parola dicono che vogliono salvare il Cavaliere. In realtà, lo avrebbero già venduto. In pratica, ci sarebbe un accordo tra il segretario del PD, Guglielmo Epifani, ed Alfano per salvare il Governo Letta e fare fuori, in un solo colpo, Berlusconi e Renzi. 

Sallusti è il direttore di un quotidiano vicinissimo alla famiglia di Berlusconi. Di conseguenza, oltre ad essere informato, non dovrebbe scrivere cose che non fanno piacere a Berlusconi. Se ne dovrebbe dedurre che le riflessioni e, soprattutto, le conclusioni di Sallusti dovrebbero essere simili, se non uguali, a quelle di Berlusconi. 

Invece a noi – pur trovando l’analisi non lontana dalla realtà – qualcosa non quadra. Non ci spieghiamo, ad esempio, perché Berlusconi, l’ultima volta, non ha solo salvato il Governo, ma anche il suo rapporto con Alfano. Perché l’ha fatto?

Noi una spiegazione la vogliamo azzardare. A nostra avviso il Cavaliere non ha alcuna intenzione di ritirarsi dalla vita politica. Ma, rispetto al passato, è molto più vulnerabile. Teme ritorsioni finanziarie per le sue aziende? Può darsi. E’ diverso dall’uomo decisionista di un tempo? Anche questo non può essere escluso.

La sensazione che il Cavaliere dà di se stesso, negli ultimi mesi, è quella di un uomo che ascolta tutti – e questo è segno di intelligenza – ma di decidere sulla base delle considerazioni rassegnategli da chi ha parlato per ultimo con lui… 

A Berlusconi, oggi, manca una strategia. Beppe Grillo, al contrario, segue una strategia piuttosto semplice: dissociarsi dal PD, dissociarsi dal Pdl, dissociarsi dal Governo Letta-Alfano.

Al di là delle dichiarazioni, in verità risibili, di una ripresa economica italiana, il leader del Movimento 5 Stelle sa che il Governo Letta-Alfano, restando nell’euro – con la Germania che detta legge – dovrà inevitabilmente aumentare la pressione fiscale, riducendo la domanda al consumo e, di conseguenza, deprimendo l’economia italiana. Altro che ripresa!

Grillo vive di questo vantaggio di posizione. E gli umori della gente e, soprattutto, rete – che valgono molto di più dei sondaggi – danno il Movimento 5 Stelle in crescita.

Il PD mantiene i propri voti, forse ne perde un po’. Continuando a governare come sta governando ne perderà sempre di più. Se non crolla è perché è riuscito a dividere e distruggere tutti i Partiti di Sinistra: Rifondazione, i Comunisti Italiani e Italia dei Valori. Mettendosi in casa Sel di Vendola (che, però, ormai scalpita…).

Il Partito Democratico, se tutta la Sinistra ritrovasse le ragioni dell’unità, potrebbe cominciare ad avere qualche problema.

Altri problemi, al PD, potrebbero arrivare dalla ricostituzione del Partito Socialista, che procede sotto traccia in molte Regioni italiane.

Ma la ricostituzione del Partito Socialista – che comunque piano piano va avanti lo stesso – è legata, almeno in parte, al tramonto di Berlusconi. E va detto che con i suoi ondeggiamenti, con i suoi cambiamenti di programma, detto più brutalmente, con la mancata rottura con Alfano che il Cavaliere considera ormai inevitabile, ma che rimanda per questioni di debolezza, sta aiutando tanti socialisti a cambiare.

Fino ad oggi tanti elettori socialisti hanno votato per Berlusconi. Non per simpatia, ma per non votare gli ex comunisti. Berlusconi con le sue insicurezza li sta incoraggiando a tornare nella nuoca casa socialista (in questo passaggio i socialisti hanno anche un vantaggio: il PD non può aderire al Partito Socialista Europeo, pena la rottura con gli ex democristiani della Margherita, mentre i Socialisti sono già Socialisti: e non è cosa da poco).

Come finirà? Alla fine Berlusconi, nonostante gli anni che l’hanno logorato un po’, ‘strapperà’. Conterà i suoi e passerà all’opposizione.

In Italia, per un altro anno, ma non di più, governeranno Letta e Alfano. Che tra Germania, Fiscal Compact e Two  Pack finiranno di affondare il nostro Paese.

Uscendo dal Governo, Berlusconi costringerà Grillo a cambiare strategia, perché si riprenderà i voti moderati che il Movimento 5 Stelle ha guadagnato in questi mesi (basti pensare agli ammiccamenti di Grillo ai ceti moderati con il “no” all’arrivo indiscriminato, nel nostro Paese, di migranti).

Grillo sarà costretto a spostarsi a sinistra. Perché con Berlusconi all’opposizione i 5 Stelle non avranno più voce tra i ceti moderati. 

Se Letta e Alfano non otterranno significativi ‘benefit’ dai poteri massonici che oggi controllano l’Unione europea non andranno a fondo solo loro, ma affonderanno anche il PD. Che in Italia è rimasto l’unico Partito a credere ancora ciecamente nel fallimento dell’euro.


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