Rifiuti, le difficoltà ad affidare il trasporto all’estero con gara pubblica. Dopo Catania, procedura deserta anche a Messina

Un copione che si replica da una parte all’altra della Sicilia. Si tratta dei tentativi a vuoto delle Srr – gli enti che per legge dovrebbero occuparsi della gestione del ciclo dei rifiuti all’interno dei singoli ambiti territoriali – di individuare soggetti a cui affidare il servizio di trasporto fuori dalla Sicilia dei carichi di indifferenziata che settimanalmente vengono prodotti. In primavera, era toccato alla Srr Catania Area Metropolitana prendere atto dell’assenza di interesse delle società. Adesso ad andare deserta è stata la gara indetta dalla Srr Messina Provincia, ente che ha per soci 57 Comuni dell’area peloritana. A certificare la mancanza di offerte è stata l’Urega. Il bando prevedeva l’affidamento del servizio per la durata di un anno e una base d’asta che teneva conto delle esigente di ognuno dei Comuni interessati, per un valore complessivo che sfiorava i due milioni e mezzo di euro.

Inevitabile chiedersi quale sia il motivo dietro l’esito della procedura. La risposta, rifacendosi a quanto trapelava dagli operatori del settore in occasione della gara deserta a Catania, starebbe nella somma investita dai Comuni per finanziare il servizio. L’importo a base d’asta sarebbe eccessivamente basso. Al contempo per gli enti locali mese dopo mese si fa sempre più forte l’esigenza di trovare spazi dove inviare i rifiuti. «Attualmente – si legge nel disciplinare della gara bandita nel Messinese – il servizio di conferimento nelle due discariche site sul territorio siciliano risulta essere contingentato e la produzione, fortemente aumentata nel periodo estivo in molti Comuni, risulta essere superiore a quanto effettivamente è possibile conferire e pertanto si rende necessario affidare il servizio di prelievo, trasporto e recupero/conferimento del rifiuto da smaltire, a intermediari in possesso dei relativi requisiti in grado di individuare impianti siti fuori regione presso i quali trattare e conferire i rifiuti indifferenziati». Agli aggiudicatari sarebbe spettato il compito di indicare le tecniche e i luoghi di prelievo della spazzatura così come l’individuazione degli impianti di conferimento finali. Ma le richieste, come detto, non hanno avuto alcun seguito.

Stando così le cose, a occuparsi del trasporto fuori dalla Sicilia dei rifiuti indifferenziati continueranno a essere i pochi soggetti privati che hanno ottenuto, in proprio, le autorizzazioni dalla Regione. Tra queste ci sono la Sicula Trasporti di Lentini e la Rekogest di Termini Imerese. Le due società hanno ricevuto il via libera per portare decine di migliaia di tonnellate di sovvalli fuori dall’Italia, nello specifico in Olanda e Danimarca, dove i rifiuti finiranno all’interno di inceneritori. A tal proposito bisognerà capire se il governo Schifani – ancora in attesa di essere presentato – darà seguito all’iter avviato durante l’ultima fase della legislatura targata Musumeci. Il nuovo governatore ha già detto di voler proseguire sulla strada tracciata dal predecessore, puntando alla realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia. Sulla carta ci sarebbero anche i siti – uno nella zona industriale di Catania, l’altro a Gela – in cui i due impianti dovrebbero essere costruiti, ma gli ultimi decenni hanno dato ampia dimostrazione come nel settore dei rifiuti tra il dire e il fare di mezzo ci sia spesso il mare, e non solo.


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