Palermo: la ‘guerra santa’ contro i posteggiatori abusivi è l’alibi per massacrare con strisce blu e contravvenzioni i cittadini?

Ce lo chiedono tanti palermitani multati al Velodromo e al Teatro di Verdura

Da qualche tempo l’attenzione dell’opinione pubblica viene canalizzata sui posteggiatori abusivi. Se ne parla in tv e se ne parla, soprattutto a Palermo.

Non si parla, invece, di un altro fenomeno, che potrebbe essere collegato al primo: la pioggia di contravvenzioni che si registrano in certe sere e in certi luoghi, sempre a Palermo.

Facciamo una premessa: non siamo a favore dei posteggiatori abusivi, specie di quelli prepotenti che pretendono la mancia. E vanno denunciati e repressi i casi di violenza, come quella accaduta all’assessore comunale Marco di Marco.

Detto questo, non ci convince tanto accanimento contro gente che – soprattutto nelle città del Sud d’Italia, dove la disoccupazione impazza – sbarca il lunario per pochi spiccioli.

Sono fuori legge? Certo. Ma anche il Comune di Palermo è fuori legge, visto che ha riempito la città di strisce blu (leggere parcheggi a pagamento) non garantendo – come prevede la legge – anche i parcheggi gratuiti.

Troviamo molto singolare che un Comune che non rispetta la legge ne chieda il rispetto ai disgraziati che, ogni giorno, s’inventano la vita per mettere d’accordo il pranzo con la cena.

Ci rendiamo conto che il Sindaco Leoluca Orlando ha studiato in Germania e legge Goethe e Thomas Mann. Potrebbe anche leggere Giuseppe Marotta (gli consigliamo “L’oro di Napoli”, ma anche “Gli alunni del sole”). Chissà che, magari, non diventi un po’ più meridionale e un po’ più tollerante.

Ciò posto, registriamo, da giornalisti, le lamentele di tanti cittadini di Palermo che la sera, recandosi ad assistere agli spettacoli – in alcuni casi organizzati dallo stesso Comune – si ritrovano con una bella contravvenzione per divieto di sosta.

E’ successo qualche settimana fa al Velodromo, in occasione del concerto di George Benson. Dove – a giudicare dalle notizie che ci sono arrivate – sono state appioppate tante contravvenzioni. E la scena, ci dicono, si sarebbe ripetuta dalle parti del Teatro di Verdura.

A noi non risulta che al Velodromo e al Teatro di Verdura ci siano parcheggi. Ci risulta, invece, che i trasporti pubblici di Palermo sono, come sempre, un delirio. Chi deve recarsi da qualche parte, nel capoluogo dell’Isola, si può affidare a Nostro Signore Iddio, ma non all’Amat.

Ci risulta, inoltre, che al momento dell’arrivo degli automobilisti non succede nulla: la gente parcheggia e tutti sono allegri e felici. Cinque, dieci minuti dopo l’inizio dello spettacolo, comincia la ‘mattanza’: i cittadini, avendo parcheggiato, sono ormai entrati nella ‘camera della morte’ e, allora, forza a chi tocca: multe di qua e multe di là.

Alla fine dello spettacolo, nel conto della serata, oltre al costo del biglietto, anche quello della contravvenzione.

I nostri 50 consiglieri comunali sono informati di tutto ciò?

E’ chiaro che mandare i vigili di sera, al Teatro di Verdura o al Velodromo, mentre è in corso uno spettacolo, significa fare il pieno di contravvenzioni. Ma così si vessano solo i cittadini che, tra mille problemi, decidono di passare una serata dedicandola alla cultura.

Sindaco Orlando, come la mettiamo: dobbiamo fare di Palermo la “Capitale europea della cultura” e poi multiamo i palermitani che seguono concerti e manifestazioni culturali solo perché lo stesso Comune non appronta né parcheggi, né mezzi pubblici di trasporto per raggiungere i luoghi dove si svolgono gli spettacoli?

O forse le contravvenzioni a ‘pioggia’ rientrano nella manovra ‘correttiva’ elaborata dal Quintino Sella del Comune di Palermo, al secolo Luciano Abbonato, assessore al Bilancio?

Noi non vogliamo pensare male. Di nessuno. Però non vorremmo che tutto questo astio verso i posteggiatori abusivi altro non sia che il tentativo di sbarazzarsi di quattro disgraziati per ‘spennare’ meglio ci cittadini palermitani, in molti casi costretti ad utilizzare le auto, visto che l’Amat è quella che è: un Azienda con troppi limiti.

 


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