Maresco ha fatto un sogno: Berlusconi…

Cinismo, umorismo e satira. In queste tre parole è racchiuso il significato del cinema di Franco Maresco. Un’esperienza trentennale, la sua, che vede gli esordi nel Cineclub Brancaccio poco più che ventenne, ed in piena guerra di mafia. Ben consapevole del fatto che operare in una zona ad alta densità mafiosa comportava un rischio rilevante per un giovane come lui. Poi la nota coppia fissa al fianco di Daniele Ciprì, con il quale suggella numerosi capolavori cinematografici, basti pensare agli sketch di ““Cinico Tv”, Memoria” e tanto altro ancora.
Il suo è uno sguardo volto sempre a temi scomodi, ma che affronta con decisione, e sempre accompagnato dalla sua spiccata vena satirica. La stessa che accompagna il suo ultimo lavoro in fase di ultimazione sici“Belluscone, una storia siciliana“. A metà tra la fiction e l’inchiesta, il suo nuovo cortometraggio funge da ponte di collegamento tra la Sicilia e l’appena concluso governo Berlusconi. Il quale tra festini e bunga bunga, sembrava già presentare le caratteristiche tipiche di una satira. Ed è questo quello che il regista vuol fare emergere.
Non mancano all’interno del film gli interventi di politici, magistrati, giornalisti e collaboratori di giustizia. E non mancano di certo, le domande sul dopo Berlusconi e sull’Italia, come quella posta a Marcello Dell’Utri: come finirà la storia personale e politica di Silvio Berlusconi? e come finirà l’Italia? Dell’Utri: “Io dovrei rispondere con un ragionamento, ma penso ad una poesia di Eugenio Montale: L’Imprevisto”. Che cita proprio… “L’imprevisto è la sola unica speranza. Però giunge, tra parentesi, un altro verso dove dice… “ma dicono che non è una cosa bella”.
Un film dai tratti decisi e, per come afferma lo stesso Maresco, “questo è un film che in un solo colpo d’occhio racconta una storia molto intensa. Che inizia dagli anni Settanta e finisce oggi. Il mio non vuole essere un fare inchiesta tipo alla Michele Santoro, ma mi prefiggo piuttosto lo scopo di raccontare di Berlusconi e porre la Sicilia come chiave di lettura del nostro Paese. Perché lui è il riflesso esatto di questo, ha portato in politica la figa, il pallone e la televisione. E’ una questione quasi congenita, e credo persino che, a breve, sentiremo parlare di lui come martire”.
Parlando con Maresco, non vengono tralasciati particolari attinenti agli italiani in genere, e lui ci tiene a precisare che, come diceva Mussolini: “Governare gli Italiani è sostanzialmente inutile, io credo che il vero problema sia che Berlusconi non è andato via del tutto, sta lì, e con esso rimangono tali anche gli italiani. E rimane ferma la mia convinzione che con il tempo ne sentiranno la nostalgia”.
L’uscita del film è prevista per il mese di aprile. La scelta è stata quella di adottare le sottoscrizioni libere. In molti infatti hanno contribuito al suo finanziamento, e visitando il sito www.bellusconeilfilm.it è possibile diventare sostenitori del film, con il proprio contributo al conto bancario intestato “A Silvio… dalla Sicilia con amore”.

 


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Cinismo, umorismo e satira. In queste tre parole è racchiuso il significato del cinema di franco maresco. Un'esperienza trentennale, la sua, che vede gli esordi nel cineclub brancaccio poco più che ventenne, ed in piena guerra di mafia. Ben consapevole del fatto che operare in una zona ad alta densità mafiosa comportava un rischio rilevante per un giovane come lui. Poi la nota coppia fissa al fianco di daniele ciprì, con il quale suggella numerosi capolavori cinematografici, basti pensare agli sketch di ""cinico tv", memoria" e tanto altro ancora.

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