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Nebrodi ed Etna, Ferlito e Ragusa nominati commissari
Musumeci: «Antoci rimosso? Insinuazioni diffamatorie»

Il governatore contrattacca dopo le polemiche sullo spoils system: «Se il Pd  avesse voluto, avrebbe potuto valorizzare un proprio dirigente come Antoci, invece non lo ha candidato». Arrivano intanto i nomi dei dirigenti che traghetteranno i parchi verso le designazioni politiche, rinviate a dopo il 4 marzo. Le indiscrezioni sui futuri presidenti

Francesco Vasta

»Si trovano a dover affrontare la responsabilità di poltrone pesantirese scottanti dalle ultime polemiche, anche se solo per poco tempo. Luca Ferlito e Salvatore Gabriele Ragusa sono i due nomi scelti dal presidente Nello Musumeci per il ruolo di commissari straordinari dei parchi regionali dei Nebrodi e dell'Etna. Il primo è il comandante del nucleo operativo del Corpo forestale di Catania; il secondo è il dirigente capo del Genio civile di Catania e non è nuovo a incarichi commissariali, essendosi occupato in passato anche dello Iacp di Acireale. 

Ferlito subentra a Giuseppe Antoci, l'esponente del Pd chiamato da Rosario Crocetta nel 2013 per guidare l'area protetta che tocca le province di Messina, Enna e Catania. Il politico negli anni era diventato un simbolo della lotta alla mafia, grazie all'adozione di un protocollo di legalità sull'affitto dei terreni del parco, fino a subire un agguato notturno. Ma anche il suo nome è finito nel calderone del rimescolamento di incarichi e poltrone a tutto campo avviato dal nuovo governo di centrodestra. Immediato il deflagare delle polemiche, stimolato anche dalle prese di posizione dello stesso ormai ex presidente del parco dei Nebrodi. «Qui è stato mandato un messaggio chiaro, bisogna chiedersi chi siano i destinatari», ha detto a MeridioNews.

Un dibattito che lascia Musumeci «basito» davanti ad «una polemica da campagna elettorale nei confronti di un governo che, nelle prime settimane dal suo insediamento, ha nominato alti ufficiali, magistrati e prefetti, con uno spirito di servizio alle istituzioni che non può essere scalfito da insinuazioni pericolose e diffamatorie», si è difeso il presidente in un comunicato. Musumeci nulla toglie all'impegno di Antoci, cui manifesta «grande rispetto», ma sottolinea come il governo abbia esercitato «senza alcuna eccezione per tutti gli enti regionali il diritto allo spoils system, applicando una legge del governo Crocetta, peraltro voluta proprio dal partito di Antoci»

Il presidente della Regione, che secondo fonti a lui vicine è parecchio infastidito dalle uscite di Antoci, dedica poi un passaggio della sua nota alla nomina di Ferlito: «Al parco dei Nebrodi abbiamo destinato un ufficiale del Corpo forestale noto per avere condotto impegnative indagini di polizia giudiziaria, non abbiamo scelto un dirigente di partito». Per Musumeci è invece ipocrita il Pd: «Se il partito avesse voluto, avrebbe potuto valorizzare un proprio dirigente regionale come Antoci, impegnato in tutte le campagne elettorali recenti, proponendolo per il Parlamento. Ma il Pd ha preferito lasciarlo fuori», attacca il governatore.

A dar man forte al presidente rimosso arrivano anche forze politiche diverse dal Pd. Il deputato regionale Claudio Fava ha bocciato la decisione di Musumeci definendola «frettolosa e incomprensibile». Secondo l'ex candidato presidente della sinistra «lo spoils system è un'opportunità, non un obbligo - continua Fava- se confligge con il buon senso e il valore professionale delle persone diventa un pessimo metodo, utile solo a interpretare la funzione di governo come distribuzione di sottogoverno».

La linea del governo regionale resta comunque chiara: le nomine vere e proprie, frutto degli accordi interni alla maggioranza, arriveranno dopo le prossime elezioni politiche. Per questo gli incarichi commissariali di Ferlito e Ragusa dovrebbero prolungarsi per uno o due mesi al massimo, così come le nomine alle partecipate di componenti dei vari staff di giunta. 

Sui futuri equilibri per adesso si resta sul piano delle voci. Per il parco dell'Etna le indiscrezioni convergono su una terna di nomi per la presidenza lasciata dalla consigliera comunale crocettiana Marisa Mazzaglia. Il favorito pare essere il sindaco di Belpasso Carlo Caputo, ma restano in partita anche il dirigente della Sac Rino Sardo, l'ex senatore Salvo Fleres ed un fedelissimo di Musumeci, Angelo Sicaligià candidato di Diventerà bellissima alle Regionali. Sulla poltrona di presidente del parco dei Nebrodi, invece, sembra aver messo gli occhi l'area messinese di Forza Italia. L'ex deputato regionale Nino Germanàcandidato azzurro alle Politiche, sarebbe in pole per far pesare un'eventuale sua indicazione

Giuseppe Antoci ha affidato ad un comunicato una controreplica a Musumeci: «in questi anni non ho mai ricevuto una sola telefonata di solidarietà da parte di Musumeci - dichiara il presidente rimosso - Mai sentita la sua voce, mai una visita al parco né prima né dopo l’attentato». Il dirigente Pd si spinge a parlare di «atteggiamento ostile, confermato dal fatto che nelle audizioni effettuate in commissione Antimafia - quando Musumeci ne era il presidente, ndr - sono stati ascoltati alcuni sindaci del parco e non invece la mia persona». L'uomo scelto da Crocetta tira in ballo proprio gli scenari futuri - «se il presidente di vuole veramente rassicurare, invece di darci il nome del commissario, ci dica sin da adesso il nome del prossimo presidente del parco dei Nebrodi» - per poi chiudere, dopo aver ricordato che «l'odio delle famiglie mafiose si scarica su Antoci», con un interrogativo provocatorio: «presidente Musumeci, secondo lei chi di questo sarà felice?». 

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