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Liberi e uguali, ecco la rosa dei candidati siciliani
Deputati uscenti, amministratori e società civile

Alla prima assemblea regionale del partito che ha scelto Pietro Grasso come leader sono emersi cento nomi, da cui ricavare quelli che saranno nelle liste alle elezioni. «L’obiettivo - dice Fava - è fare della Sinistra un luogo di responsabilità politica presente nelle istituzioni perché presente, prima e bene, fuori dalle istituzioni»

Loredana Passarello

«Questa è la Sinistra. Il Pd ha dimostrato di non essere all’altezza di rappresentarla: lo ha dimostrato in questi cinque anni di governo in Sicilia, lo ha dimostrato in questi cinque anni renziani, e non lo dico perché io ne sono uscito, al contrario, ne sono uscito proprio per questo motivo». A dirlo è Pino Apprendi, ex deputato regionale del Pd e primo dei non eletti per la lista I Cento passi per la Sicilia che ha corso alle regionali eleggendo Claudio Fava all’Ars. Apprendi, candidato alle Politiche, è intervenuto oggi alla prima assemblea regionale del movimento di Pietro Grasso Liberi e uguali, che ricompone l’orgoglio delle sinistre, tra cui anche la lista di Fava in Sicilia, e mira a un progetto ben chiaro in vista delle elezioni nazionali. 

Nel pomeriggio è stata approvata anche una rosa ampia dei candidati tra cui verranno scelti i nominativi per le liste alle Politiche: sono oltre 100 le disponibilità alla candidatur. Si ripresentano parlamentari uscenti come Erasmo Palazzotto, Pippo Zappulla, Francesco Bocchino, Maria Greco e Francesco Campanella, amministratori locali, esponenti del mondo delle associazioni e delle professioni e dirigenti politici delle forze che hanno dato vita alla lista, tra questi Mariella Maggio, Gianni Battaglia, Pino Apprendi, Luca Casarini, Bianca Guzzetta.

A Catania compare anche il nome di Valentina Borzì, leader dei lavoratori del call center QE, i professori universitari Paolo Castorina e Marisa Barcellona, Niccolò Notarbartolo e Massimo Papa. A Palermo una ventina di esponenti, tra questi c’è anche Valeria Grasso, ex collaboratrice di giustizia e l’avvocato ex Pd Ninni Terminelli. Ad Agrigento Carmelo Burgio e Giuseppe Di Falco, amministratori locali. A Trapani, Gaspare Giacalone, sindaco di Petrosino e Fabrizio Bottino, senatore uscente. A Caltanissetta i nomi più quotati sono Paolo Cafà, avvocato e la sindacalista Maria Teresa Pinazzo. A Messina Maria Flavia Timbro.

Fava traccia la direzione: «L’obiettivo è quello di fare della Sinistra non un’avventura che si riscopre e ripropone ad ogni campagna elettorale, ma finalmente un luogo di responsabilità politica presente nelle istituzioni perché presente, prima e bene, fuori dalle istituzioni. È questo il progetto su cui nasce Liberi e Uguali, la campagna elettorale per le nazionali è solo il primo test, ma prima c’è una sfida di responsabilità e di credibilità che si deve vincere immediatamente». La prima assemblea  si è svolta oggi nell’ex Oratorio dei Crociferi, nel quartiere della Kalsa a Palermo. In penombra sempre il rapporto con un Pd in discesa libera, incapace di rappresentare la Sinistra, ma capace di far disperdere voti anche al di fuori della coalizione. «Se facessimo la somma dei numeri del Pd e di quelli di Liberi e Uguali - analizza Apprendi - non arriveremmo mai ai numeri del Pd alle Europee. C’è una voragine e la responsabilità e tutta di chi ha governato. C’è un malcontento, è evidente, noi volgiamo provare a raccoglierlo e riprendere chi non vuole più andare a votare».

Questo il primo passo regionale per i movimenti di Sinistra Italiana, Possibile, Art1 - Mdp e i Cento passi riuniti sotto il simbolo del movimento guidato del presidente del Senato. «In discussione anche il programma approvato domenica - ha detto Erasmo Palazzotto, che ripropone la sua candidatura alla Camera - ci prepariamo per una campagna elettorale che anche in Sicilia avrà molta carne sul fuoco. Abbiamo ottenuto con la lista I Cento passi un risultato ottimo, contiamo di migliorarlo e di restare dentro l’obiettivo nazionale del 10%»

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