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Foto di Salvo Figuccia

Chiaramonte, picnic in pineta interrotto dagli spari
«I pallini dei cacciatori ci sono passati sulle teste»

Valentina Frasca

Cronaca – Due ragusani, in compagnia del loro cane, ieri erano andati a trascorrere il pomeriggio nella pineta sugli Iblei. Ma la gita fuori porta è durata poco, a causa degli spari sempre più vicini, nonostante in quell'area verde la caccia sia vietata. «Altre persone che abbiamo incontrato erano preoccupati». L'amministrazione chiede più controlli

Pic nic nella bella pineta di Chiaramonte Gulfi interrotto dagli spari. È l’incredibile vicenda che ha avuto ieri come protagonisti due ragusani, giunti nel rifugio del polmone verde ibleo con il proprio cane per trascorrere un pomeriggio sereno e a contatto con la natura.

«Siamo arrivati intorno alle 15 – racconta Giovanni – e i primi spari li abbiamo sentiti mentre mangiavamo, ma non abbiamo dato molto peso alla cosa. Verso le 16.30 ci siamo addentrati in uno dei percorsi e li abbiamo sentiti di nuovo. Abbiamo capito che venivano dalla vallata e ho urlato di non sparare. La mia voce è riecheggiata in tutta la vallata ma, per tutta risposta, sono arrivati altri tre colpi uno dopo l‘altro, molto più vicini. A quel punto, intimoriti, siamo tornati indietro e vicino all’area dei servizi non solo abbiamo sentito nuovi colpi, ma questa volta erano molto ravvicinati, e infatti pochi secondi dopo i pallini di piombo ci sono passati sopra le teste tagliando l’aria. Grazie al cielo nessuno si è fatto male, ma ci siamo sentiti veramente in pericolo e siamo subito andati via. Vicino all’uscita ci siamo imbattuti in altre persone che avevano udito gli spari e anche loro erano visibilmente preoccupati. Anche se non serve a nulla - conclude - sporgerò denuncia contro ignoti. Però mi chiedo: com’è possibile che sia potuta succedere una cosa simile?».

Interpellata sulla questione, l’amministrazione comunale chiaramontana afferma di conoscere il problema e non nasconde la sua preoccupazione per quello che accade da novembre a gennaio. In questo periodo dell’anno, infatti, tra i boschi chiaramontani arriva la beccaccia e i cacciatori che altrove sono consapevoli che è più facile imbattersi nei controlli ed essere sanzionati o denunciati, vengono a Chiaramonte dove sanno di rischiare meno rispetto ad altre zone. Qui, dunque, si riversano i cacciatori di tutta la provincia e di buona parte della Sicilia, anche del Messinese, e poco importa che la pineta sia interdetta alla caccia, sempre e in ogni angolo.

Finora non era mai successo nulla di grave, ma adesso si valuterà un coinvolgimento della Prefettura e si lancia subito un appello ai forestali, alla polizia provinciale e alle associazioni ambientaliste affinché collaborino alla sicurezza della pineta, garantendone la vigilanza soprattutto nel week end.