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Regionali, Forza Italia si spacca su scelta candidato
Armao pare favorito, ma molti spingono Musumeci

Miriam Di Peri

Politica – Nel partito di Silvio Berlusconi - decisivo nella scelta del nome da sostenere e destinatario di inviti a rimuovere Gianfranco Miccichè dal ruolo di commissario in Sicilia - la tensione è altissima. Con attacchi incrociati tra numerosi deputati. In silenzio invece i due aspiranti alla poltrona di governatore 

Al telefono rispondono tutti, ma strappare una dichiarazione in queste ennesime ore caotiche per la politica siciliana è un’impresa titanica. E se possibili candidati alla presidenza della Regione per il centrodestra Gaetano Armao e Nello Musumeci preferiscono non parlare, Forza Italia in giornata potrebbe sciogliere la riserva sul nome che sosterrà nella corsa verso palazzo d’Orleans. Sembra escluso in ogni caso il ticket tra i due candidati di cui si era ventilato nei giorni scorsi, la scelta alla fine dovrebbe ricadere su un solo nome. E molti elementi portano verso Armao, avvocato palermitano, già assessore al Bilancio nella giunta guidata da Raffaele Lombardo.

Intanto per Gianfranco Micciché la strada sembra più in salita: da una parte l’ennesimo tentativo di convincere Berlusconi a non puntare su Musumeci (non è un mistero che il luogotenente forzista in Sicilia non coltivi particolari simpatie per l’ex presidente dell’Antimafia all’Assemblea Regionale), dall’altra i continui mal di pancia interni al partito.

A dare il là all’ennesimo scontro è ancora una volta il deputato regionale Vincenzo Figuccia, che ha convocato per domani alle 11 a Palazzo dei Normanni una conferenza stampa: «Forza Italia - si legge nella nota - rompe gli indugi e, dopo settimane di indiscrezioni su alleanze e candidati alla Presidenza della Regione siciliana, chiama a raccolta i giornalisti». Secondo la nota diffusa alle redazioni, alla conferenza stampa dovrebbe prendere parte lo stesso Micciché. Ma fonti vicine al commissario forzista parlano di una smentita che dovrebbe arrivare a stretto giro. Intanto contro Figuccia si scaglia il collega a sala d’Ercole Giuseppe Federico, secondo cui «la linea tenuta da Gianfranco Miccichè per definire candidato e coalizione in vista delle elezioni regionali è la linea di Forza Italia. Vincenzo Figuccia - sottolinea - piuttosto che dare alle stampe ulteriori deliri estivi, si chiarisca le idee e decida se lavorare o meno con Forza Italia per la costruzione di una coalizione di centrodestra vincente».

A intervenire nel caos forzista anche il deputato Giorgio Assenza, che rompe gli indugi schierandosi con il candidato del movimento Diventerà bellissima, Nello Musumeci, nonostante il partito di Berlusconi sia più orientato a sostenere Armao. In un post sul proprio profilo Facebook indirizzato a Musumeci, Assenza scrive: «Io penso e spero che, alla fine, Forza Italia, e per questo mi appello al presidente Berlusconi che, più di ogni altro, è capace di interpretare il comune sentire dei cittadini, e gli altri partiti e movimenti, che a parole si dicono di centrodestra, convergano sulla tua candidatura. In ogni caso, sappi che molti ti seguiremo e, soprattutto, ti seguirà il popolo siciliano che è veramente stanco di essere considerato merce di scambio di chissà quali interessi».

Ma per un deputato che si appella all’unità, ecco Figuccia che torna alla carica, nel primo pomeriggio, senza particolari giri di parole: «Berlusconi tolga l'incarico a Gianfranco Miccichè di commissario del partito in Sicilia, ci sta portando al disastro. Abbiamo bisogno di una guida che ascolti e non di un commissario che sta facendo implodere il centrodestra». Figuccia smentisce le voci di un suo imminente abbandono di Forza Italia: «Io conduco la mia battaglia all'interno del partito, non me ne vado, devono buttarmi fuori se vogliono».

A proposito di smentite, eccone una di natura squisitamente tecnica, che arriva dall’assessora alla Funzione pubblica, Luisa Lantieri: «Nessuna ipotesi - dice a Meridionews - come invece ventilato nelle scorse ore, di un rinvio delle elezioni regionali. Anche perché l’ultima data utile è proprio quella del 5 novembre. Il decreto di convocazione delle elezioni può essere pubblicato entro il 21 settembre, a fine agosto lo porteremo in giunta, non c’è alcuna fretta».