Web tv d’ateneo, il rettore risponde al Cuda Pignataro: «Sarà efficiente e meno cara»

Si torna a parlare delle scelte dell’università degli studi di Catania per la creazione di una web tv d’ateneo. E dopo l’accusa del Cuda di avere sostenuto una spesa spropositata per un progetto che non è mai partito, il rettore Giacomo Pignataro decide di illustrare meglio la situazione, pur non negando le cifre diffuse dal Coordinamento unico d’ateneo. «L’obiettivo è di fornire un quadro informativo completo, senza il quale non è possibile una valutazione compiuta di alcuni fatti riportati nel documento, né le azioni intraprese dall’attuale amministrazione», scrive Pignataro.

Il rettore precisa dunque che la decisione di affittare i locali di via Umberto è stata presa per utilizzarli come «uffici della segreteria studenti della facoltà di economia, aule a servizio del Cof, uffici Sissis, nonché aule multifunzionali destinate ad un utilizzo da parte delle diverse strutture universitarie». Attualmente, ospitano il centro di documentazione europea, gli studi di radio Zammù e della televisione di Ateneo, il cui progetto risale al 2008, e aule a disposizione del Centro orientamento e formazione. La decisione di prendere in affitto tali locali risale al maggio del 2007, ma il contratto «ha avuto effettiva decorrenza a partire dal mese di luglio del 2009, a causa dei lavori che la parte locatrice ha dovuto effettuare al fine di adeguarlo alle necessità dell’Università, e scadrà nel mese di luglio del 2015», scrive ancora il rettore. Come già annunciato dal Cuda, conferma che «non è previsto il recesso anticipato, quindi non è prevedibile un trasloco prima della data di scadenza del contratto.

Seppure il progetto per l’istituzione di web tv dell’università risalga al 2008, occorre aspettare fino al 2011, con il cosiddetto progetto Brit – Bio-nanotech research and innovation tower, «imperniato sull’edifico torre biologica e finanziato con i fondi del Pon infrastrutture», continua Pignataro, per trovare le risorse per l’acquisto di attrezzature audio-video. Questo progetto, infatti, «viene ritenuto strumentale rispetto all’attività di formazione, prevista nel progetto stesso», aggiunge il rettore.

E se il quadro della situazione fino a oggi è stato un po’ dispendioso economicamente e poco concreto, Pignataro pensa a un futuro diverso: «Intraprendere azioni che perseguano obiettivi di efficienza e di consolidamento e sviluppo di ciò che può essere utile al miglioramento delle performance e dei servizi dell’Ateneo». Razionalizzazione della spesa e del recupero di risorse finanziarie da destinare prioritariamente a ricerca e didattica sono gli obiettivi annunciati per cui «l’amministrazione sta valutando ipotesi di riallocazione delle strutture che si trovano in locali affittati, in modo da poter eliminare i relativi affitti, alle scadenze contrattuali».

Dopo l’istruzione di fattibilità di tali ipotesi, «saranno sottoposte al Consiglio di amministrazione per i provvedimenti consequenziali, e si spera di poter realizzare un risparmio di almeno il 50 per cento delle attuali spese di affitto che ammontano a circa 1,6 milioni» spiega Pignataro.

Oltre alla volontà di cambiare la sede, quindi, è stato deciso di non rinnovare alcune figure professionali selezionate con contratto di collaborazione di durata annuale, prorogabile per due anni. Tra questi anche Severino Recca, fratello del Magnifico uscente Antonino. Un caso di favoritismo familiare in apparenza, una scelta «in ragione della valutazione delle sue competenze professionali», secondo quanto scrive il rettore Pignataro. Un contratto a cui Severino Recca, però, non sembra più interessato, dato che avrebbe già «inviato comunicazione con la quale informa l’Ateneo di non essere interessato, alla scadenza, al rinnovo del contratto».

La web tv, seppure non sia ancora avviata, non è di certo un progetto da abbandonare, poiché «costituisce un pezzo potenzialmente importante nelle attività di comunicazione dell’Ateneo, in sinergia con gli altri mezzi di comunicazione (radio e sito web)», afferma ancora il rettore. Il Capitt, pertanto, ovvero la struttura di ateneo al quale è affidata, «ha effettuato una verifica dello stato di avanzamento della realizzazione della tv – comunicano dal rettorato, – e risulta che si sia provveduto all’acquisto e al montaggio delle attrezzature e dall’acquisizione delle collaborazioni». Di recente, inoltre, sono state avviate le prime riprese, in particolare quelle funzionali al progetto Brit.

Il progetto editoriale complessivo, però, necessario perché la web tv possa davvero partire con le sue trasmissioni, al momento è «scarsamente determinato, se non nella sua definizione generale», per stessa ammissione del magnifico. Se si vuole davvero avviare una tv on line, quindi, occorre individuare innanzitutto «soluzioni gestionali che possano corrispondere in modo efficiente ed efficace sia agli obiettivi di comunicazione di breve periodo (quelli relativi al progetto Brit) sia a quelli di medio e lungo termine, relativi alle attività istituzionali dell’Ateneo».

L’ateneo catanese, dunque, ha l’obiettivo di avere una tv «che sia finanziariamente sostenibile e che, come avviene in molti altri Atenei, veda soprattutto il coinvolgimento diretto dei nostri studenti, per contribuire a strutturare, mediante una comunicazione efficace, i più favorevoli rapporti e scambi tra università, territorio e cittadini», conclude il rettore Giacomo Pignataro.

 


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