Ancora una giornata caratterizzata dalle continue sospensioni. E che si è chiusa con il rinvio a martedì prossimo. Questa è l’unica sintesi possibile a chiusura della seduta odierna dell’Ars. Nell’Odg il voto del dl Enti Locali. Un decreto che non solo sta diventando un pomo della discordia ma mette a dura prova il voto secondo […]
Foto Michael Panich
Il voto segreto fa paura al Governo regionale. Stallo per il dl Enti locali
Ancora una giornata caratterizzata dalle continue sospensioni. E che si è chiusa con il rinvio a martedì prossimo. Questa è l’unica sintesi possibile a chiusura della seduta odierna dell’Ars. Nell’Odg il voto del dl Enti Locali. Un decreto che non solo sta diventando un pomo della discordia ma mette a dura prova il voto secondo coscienza dei deputati. Decreto che sembra sempre di più diventare un Out Of Place Artifact, ossia un oggetto fuori posto a Sala d’Ercole.
Il Dl 738
Questo disegno di legge proviene dalla stesura del disegno di legge 738, riguardante norme ordinamentali della Finanziaria 2025, assegnate poi alla Prima Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, relatore e promotore del testo. Dalla sua prima presentazione in aula, nel 2025, sono passati quasi nove mesi ma di parto non se ne parla ancora. Ancora una volta, la seconda quindi, arenato al momento dell’esame degli emendamenti e dell’articolato. E per le stesse evidenti divisioni all’interno del centrodestra.
Il suo ruolo chiave in vista delle prossime amministrative
L’approvazione di questo decreto è cara al Governo. Non solo. È stato ribadito che il ddl Enti locali ha un ruolo chiave in vista delle prossime amministrative. Dovrà quindi trovare il via libera entro la metà febbraio, esattamente l’11 febbraio. Anche perché saranno indetti i comizi elettorali, in vista delle elezioni comunali che si svolgeranno in primavera, per la metà di aprile. Necessario quindi scongiurare il rischio impugnativa da parte del governo nazionale prima che vengano indetti i comizi elettorali con la nuova norma.
La seduta di oggi
Convocata per le 11 di questa mattina, la seduta avrebbe previsto, per le prime due ore, la discussione e subito dopo il passare al voto. Peccato che, in quel frangente, molti deputati fossero assenti. Alcuni sicuramente a causa della loro presenza nella seduta di Commissione visto che, per lo stesso spazio temporale, erano stati convocati anche i lavori della IV Commissione Ambiente, della V Commissione Cultura, Formazione e Lavoro, della Sesta Commissione Salute e della Commissione Antimafia.
I nodi cruciali e il voto segreto
La discussione generale è stata chiusa dopo poco meno di due. Ovviamente tra i temi più gettonati la rappresentanza di genere al 40% e il terzo mandato. Su entrambi gli articoli pende l’ombra del voto segreto. E potrebbero creare in Aula diverse maggioranze, come quella uomini contro donne nel caso della rappresentanza di genere. Oppure, come già successe per la Finanziaria, ad assi inediti, come quello Pd-M5s-Controcorrente-Sud chiama Nord-Mpa. In entrambi questi casi è il rischio che la maggioranza vada sotto, ossia non superi il voto dell’Aula.
Arrivata la prima Caporetto del 2026
Dopo quasi due ore di dibattito sull’ordine dei lavori, con le opposizioni che hanno chiesto di dare la priorità agli artt. 8, rappresentanza di genere, e 14, terzo mandato. Ma il vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola ha messo in votazione l’articolo 1, le modifiche normative in materia di controlli sostitutivi negli Enti locali. Chiesto il voto segreto, il Governo è andato sotto. Da quel momento in poi si è dipanata l’odierna Caporetto. Una disfatta piena di spaccature ma, soprattutto, insicurezza politica. Rinviata la seduta a martedì 3 febbraio alle ore 15:00. «E il naufragar m’è dolce in questo mare», scriveva Leopardi.