Vittoria, armi nascoste dalla famiglia Piscopo Parenti dei mandanti della strage di San Basilio

Un fucile risultato rubato e due pistole con matricola abrasa in possesso di una famiglia strettamente legata ai mandanti della strage di San Basilio del 1999 a Vittoria, che causò la morte di cinque persone, tra cui due capitate sul luogo per caso. Una strage nata a seguito di contrasti tra il clan Dominante della Stidda e Cosa Nostra di Gela

Sono stati quindi arrestati ieri i pluripregiudicati Francesco Piscopo, 73 anni, e i figli Calogero Piscopo, 45 anni, e Marco Piscopo, 35 anni, con l’accusa di detenzione illegale di armi da fuoco, munizioni e ricettazione. Sono parenti dei Piscopo condannati all’ergastolo come mandanti della strage di San Basilio: Giovanni ed Alessandro Piscopo e il cugino omonimo Alessandro Piscopo.

Alla squadra mobile di Ragusa erano arrivate segnalazioni di colpi di arma da fuoco nella zona dove abitano i Piscopo, un’area di campagna nel Vittoriese dove vivono insieme alle greggi di loro proprietà. Nell’ambito delle attività investigative, gli agenti – insieme a quelli dei commissariati di Comiso e Vittoria – hanno quindi effettuato una perquisizione, trovando quasi subito delle cartucce in casa e un fucile. Nonostante il tentativo di difesa della famiglia, che ha sostenuto di possedere l’arma per difesa personale e per proteggere le pecore dai cani che le azzannano, gli agenti hanno continuato le ricerche trovando altre armi.

In particolare sono state rinvenute due pistole con matricola abrasa, nascoste ma perfettamente funzionanti e pronte all’uso. Inoltre il fucile è risultato rubato anni fa a un cittadino di Vittoria. Sul posto è arrivata anche la polizia scientifica che analizzerà le armi e le confronterà con quelle usate per alcuni delitti. Intanto i due fratelli Piscopo sono stati portati nel carcere di Ragusa, mentre al padre, considerata l’età, sono stati concessi gli arresti domiciliari.


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