Le polemiche sul villaggio dell’esercito in piazza a Palermo: «Non celebrare strumenti di guerra»

È polemica sul villaggio dell’esercito in piazza a Palermo. Sono stati tante le realtà cittadine a chiedere al sindaco Roberto Lagalla di revocare l’autorizzazione per il villaggio dell’esercito in piazza Politeama a Palermo. Elicotteri, droni, simulatori di volo e attività interattive per grandi e bambini. Il cuore del capoluogo trasformato in una cittadella militare.

Le polemiche sul villaggio dell’esercito a Palermo

Dai parroci alla comunità di Danisinni – Sperone 167, dalla rete Exist Resist alla Cgil sono molte le realtà della società civile che hanno chiesto al primo cittadino di annullare l’evento controverso. «Specie in un momento in cui il tema della guerra e del riarmo crea grande allarme nell’opinione pubblica». Il sindaco Lagalla, però, ha confermato l’evento che «aderisce ai valori della pace – ha dichiarato – del dialogo e della cooperazione internazionale». Di opinione contraria anche la comunità palestinese Voci nel silenzio che ha organizzato per domani un presidio di protesta.

La richiesta di revocare l’evento

Roberto Lagalla, sindaco di Palermo

«Mentre a Gaza si consuma una tragedia immane di cui sono vittime innumerevoli civili – dice Valentina Chinnici, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana e vicesegretaria regionale del Partito democratico – è sbagliato e fuori luogo allestire, in una delle piazze simbolo di Palermo, uno spazio promozionale delle forze armate con esibizione di armamenti. Palermo – aggiunge la deputata del Pd – città simbolo di accoglienza e integrazione, deve lanciare un messaggio chiaro e forte di pace, non celebrare gli strumenti di guerra».

La doppia morale

Anche la Cgil di Palermo non condivide l’opportunità di fare l’esposizione dell’esercito con i mezzi militari. E fa suo l’appello proveniente dalla società civile, chiedendo al sindaco, al prefetto e alle istituzioni di revocare l’autorizzazione. «C’è una doppia morale per cui si invoca da un lato Santa Rosalia, perché ci liberi da peste, mafia e guerra e dall’altra si alimenta una retorica militarista che, in tempi di guerra, preoccupa gran parte dell’opinione pubblica». Scuole, quartieri, associazioni, comunità locali continuano a chiedere al sindaco Lagalla di non fare andare in scena il villaggio dell’esercito. «Forse – aggiungono dalla Cgil – in piazza Politeama, sarebbe meglio allestire con le tante associazioni, la chiesa, i sindacati un villaggio della pace. Sicuramente, davanti alle migliaia di persone uccise e che continuano a morire, ne sentiamo più bisogno».


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