Via Ferrovia a San Lorenzo, la discarica inghiotte l’asfalto La circoscrizione: «La differenziata peggiora la situazione»

La strada-discarica di via della Ferrovia a San Lorenzo non decresce, anzi. Negli ultimi due mesi i rifiuti si sono mangiati un altro metro di asfalto (che si aggiungono ai circa 100 già conquistati), e facendo un veloce tour tra le collinette di spazzatura varia si trova un ampio campionario che comprende pezzi di automobili, scarti edili (legno, teli catramati), parti di mobili, un materasso e perfino una vasca in eternit. Il tutto contornato da vegetazione spontanea che sta ricoprendo una discreta porzione della sede stradale.

La via, o perlomeno questo tratto, ha una conformazione particolare (non rettilinea e con vari anfratti) e alcune circostanze ne hanno portato ad un progressivo disuso. Tra queste il posteggio lì presente che non veniva più utilizzato, e i lavori per il raddoppio del passante ferroviario che hanno chiuso da un paio d’anni lo sbocco che la strada aveva alle spalle dell’ex Ems, oltre ad aver reso inutilizzabili i binari della diramazione a servizio dell’industria alimentare di via La Malfa. Tutti eventi che hanno facilitato le azioni indisturbate di chi forse ha scambiato questa stradina nella succursale di Bellolampo, e tra questi probabilmente c’è qualche carrozzeria, vista l’elevata percentuale di parti di vetture abbandonate.

Del caso si sta interessando adesso la VI circoscrizione, col consigliere Leonardo Canto che ha inviato una nota alla Rap e alla Reset, nella quale si sottolinea come «la situazione è resa ancor più complessa dall‘attivazione nelle aree limitrofe del servizio di raccolta differenziata e, conseguentemente, dall’aumento di rifiuti solidi urbani che vengono abusivamente abbandonati nella via in oggetto».

«Auspichiamo – spiega Canto – che gli organi competenti diano seguito alla segnalazione in tempi brevi. Se così non fosse, subito dopo le feste, preparerò un atto politico, cioè una interrogazione a risposta scritta nei confronti dei legali rappresentanti delle due aziende (il presidente Rap, Roberto Dolce, e quello Reset, Antonio Perniciaro Spatrisano, n.d.r.) per capire perché, eventualmente, non hanno dato notizie in merito».


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