Via Dusmet, escrementi sull’altarino per Sant’Agata Bianco:«Un atto blasfemo che offende i catanesi»

Un liquido maleodorante, probabilmente urina mista ad escrementi, è stato lanciato sull’effige dedicata alla patrona di Catania Sant’Agata, nella fontana di via Dusmet. L’episodio è stato denunciato intorno alle 17 dai proprietari della pizzeria sita proprio accanto all’altarino, «ma secondo i rilievi fatti grazie all’aiuto della polizia scientifica, arrivata intorno alle 17.30, il lancio del liquido misto a feci pare sia avvenuto questa notte», afferma a MeridioNews il comandante dei vigili urbani di Catania Pietro Belfiore, recatosi personalmente sul luogo per una verifica. Un atto vandalico identico era avvenuto il 30 gennaio 2016, «ma a differenza dello scorso anno, per fortuna il vandalo non è riuscito a centrare in pieno l’immagine di Sant’Agata». Dopo i rilievi l’altarino è stato ripulito dagli operai della ditta Oikos «tutto è tornato normale intorno alle 18.30».

L'altarino vandalizzatoSull’episodio il Comune ha già effettuato formale denuncia all’autorità giudiziaria, e il sindaco Enzo Bianco ha inviato un commento da Roma, dove si trova per parlare con il ministro dello Sviluppo economico «Si tratta di un atto esecrabile, blasfemo, che urta e offende la città e la sensibilità di ogni catanese», afferma il primo cittadino. Che si chiede: «Perché dissacrare, oltraggiare, offendere, quanto di più alto e sacro? Un’azione inaccettabile anche dal punto di vista laico e civico, estranea a qualsiasi forma di convivenza civile». Un’affermazione che trova conforto in quanto dichiarato subito dopo l’incidente dai gestori della pizzeria A pizza sutta l’acchi: «La nostra donna delle pulizie ha chiamato i vigili, se avessimo saputo prima saremmo intervenuti subito per prendere il responsabile di questo atto blasfemo, che non saprei come definire. Anche perché il lancio del liquido, come l’anno scorso, ha imbrattato anche una delle nostre porte d’ingresso».  

«Lancio un appello a tutti i nostri concittadini – conclude Bianco -, affinché chi abbia visto qualcosa, qualsiasi cosa, lo riferisca agli inquirenti in maniera da aiutarli nel loro lavoro di indagine. Dobbiamo essere uniti tutti, senza alcun distinguo, nel condannare questo atto spregevole e oltraggioso».


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