Vertenza Almaviva, azienda diserta incontro Lavoratori in stato di agitazione: «Blindare occupazione»

Mantengono lo stato di agitazione, ma assicurano piena disponibilità al dialogo. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro in programma a Villa Niscemi. Sul tappeto la vertenza Almaviva, il colosso dei call center che a Palermo dà lavoro a 4.600 tra dipendenti a tempo indeterminato e lavoratori a progetto (circa un migliaio). L’azienda, infatti, ha disertato l’incontro. Una defezione, a dire la verità, non a sorpresa dal momento che nei giorni scorsi i vertici aziendali avevano già annunciato all’Amministrazione comunale la loro assenza.

Una decisione motivata proprio dallo stato di agitazione dei lavoratori, che avrebbe trasformato, secondo il management l’incontro di oggi in un braccio di ferro tra sindacati e società. Alla base della protesta dei dipendenti, che spiega Rosy Contorno della UilCom non si è «mai tramutato in uno sciopero» c’è il comportamento dell’azienda che «sta applicando in maniera totalmente unilaterale l’accordo raggiunto a Roma lo scorso 8 aprile».

Al primo cittadino Leoluca Orlando e all’assessore alle Attività produttive, Giovanna Marano, le parti sociali hanno chiesto di blindare «gli attuali volumi lavorati nelle sedi palermitane, a difesa dei livelli occupazionali». Ma al tempo stesso hanno sollecitato anche la definizione di «un piano industriale di prospettiva» che vada oltre il mantenimento delle singole commesse.

Resta intatta, però, la preoccupazione dei lavoratori, per un’assenza, quella dell’azienda, di cui «non capiamo il motivo – dice il segretario della Slc Cgil di Palermo, Maurizio Rosso –. Se Almaviva, sulla base degli accordi siglati a Roma, ha deciso di restare a Palermo, sede che rappresenta quasi il 50 per cento della sua forza, ed è stata il punto di partenza per l’apertura di altri suoi siti nel mondo, deve necessariamente avere un piano industriale e una sede nella nostra città». Invece, è l’accusa del sindacato, questo piano «non è per nulla chiaro». Da qui l’appello al «senso di responsabilità» per costruire «un percorso chiaro», fondato sul «radicamento sul territorio, sulla ricerca e sulla riqualificazione professionale».

Per Giuseppe Tumminia, segretario regionale della Uilcom, l’incontro è stato «utile per rappresentare al sindaco le incertezze sul futuro di Almaviva nel territorio di Palermo». Il sindacato ha chiesto l’intervento del primo cittadino sul governo per rafforzare il sistema delle regole di cui «il settore risulta molto carente con processi di delocalizzazione sempre attivi». E Orlando si sarebbe impegnato a scrivere una lettera al Governo nazionale per sollecitare quantomeno l’applicazione delle leggi già esistenti. Pesano sul comparto in Italia, infatti, secondo la Slc Cgil la mancanza di regole certe, la non applicazione delle normative vigenti, la delocalizzazione e le gare al massimo ribasso. «Va dato atto all’amministrazione di avere esercitato il suo ruolo e di essersi fatta parte attiva nella promozione di questo importante appuntamento – dice Rosso – per mettere le parti a un tavolo e discutere del futuro di una delle più grandi industrie di Palermo».

«Attendiamo dall’azienda segnali di equilibrio e responsabilità – dicono Contorno e Tumminia – privilegiando la linea della risoluzione dei problemi a quella delle enunciazioni dei problemi, situazione quest’ultima che ha incrinato il sistema delle relazioni industriali. Speriamo in un passo in avanti e in un atteggiamento costruttivo da parte di Almaviva. I lavoratori manterranno lo stato di agitazione, ma ribadiscono la loro piena disponibilità al dialogo».

«Far saltare un tavolo mentre si cerca di creare un rapporto simbiotico con l’azienda non ci sembra un buon inizio. Ma speriamo di essere smentiti dai fatti. Auspichiamo che ci sia presto un altro incontro tra sindacati e azienda. L’Amministrazione comunale, subito dopo, conferma la sua disponibilità per un tavolo a tre» conclude Rosso.


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