Le verdure in capsula di una start-up siracusana: «La dieta di oggi deve essere sana, sostenibile e pratica»

Spinaci, bietola rossa, carota, cavolo nero e radicchio rosso: cinque verdure in una sola capsula. Un’innovazione che nasce da un «problema e un’esigenza personale» di un giovane siracusano. «Fin da bambino ho sempre detestato mangiare le verdure e, anche da adulto, ho continuato ad avere le stesse difficoltà», racconta a MeridioNews Cristiano Minniti. Il 33enne di Siracusa che è l’ideatore di Holus Mediterranea, la start-up di food-tech siciliano che ha già messo sul mercato le verdure in capsula. «Non sono integratori, ma vero e proprio cibo che può entrare a pieno titolo nelle corrette abitudini alimentari quotidiane di chiunque».

L’innovazione delle verdure in capsula

Potrebbe sembrare cibo per astronauti e, invece, è semplicemente uno snack da borsetta. In ogni capsula solo «verdure biologiche italiane di altissima qualità che compriamo direttamente dagli agricoltori», spiega Minniti che, dopo la laurea in Economia e management, ha sviluppato l’idea insieme al 23enne milanese Ismail Cila. «Sono verdure e nient’altro, solo che hanno un’altra forma, si possono portare comodamente in giro e non sono deperibili ma a lunga conservazione». Adatte per le persone a cui le verdure proprio non piacciono perché «sono insapore – dice Minniti al nostro giornale – a meno che non si morda la capsula». A quel punto, la polvere contenuta all’interno si disperde in bocca e sprigiona il sapore del mix di vegetali. Una ricetta equilibrata – composta soltanto da cinque ingredienti – affinata dalla competenza di nutrizionisti a cui Minniti e Cila si sono rivolti dopo avere avuto l’intuizione.

Il primo esperimento casalingo

«Non sono mai stato un amante delle verdure – confessa Minniti – ma, a un certo punto, ho acquisito la consapevolezza di quanto fossero fondamentali per una sana alimentazione». Così, da una necessità personale, nasce un’idea rivoluzionaria. Il primo esperimento è un test tutto casalingo. «Ho comprato un essiccatore – racconta il 33enne siracusano – e ci ho messo dentro le verdure». Dopo una lenta essiccazione per evitare di bruciarne le proprietà nutritive, «ho passato le verdure all’interno di un macinacaffè». La polvere ottenuta, Minniti l’ha poi inserita in una sorta di impillolatore per creare le capsule. «Così, per la prima volta, ho mangiato un broccolo senza sentirne il sapore che proprio non mi piace». Dopo la sperimentazione domestica, Minniti condivide l’idea con un collega del master di imprenditorialità dell’università Bocconi di Milano. «Ci siamo ritrovati perché anche lui – racconta – aveva lo stesso serio problema con le verdure. La principale garanzia, dunque, è che lo facciamo soprattutto per noi stessi», ammette sorridendo.

Un modello di business che trasforma la tradizione mediterranea

Le verdure, essiccate a bassa temperatura, vengono poi racchiuse in capsule che sono al cento per cento naturali e vegetali. «Un modo – sottolinea Minniti – per trasformare la tradizione mediterranea in un modello di business moderno che tenga insieme sostenibilità, benessere e praticità». Un mix bilanciato di spinaci, bietola rossa, carota, cavolo nero e radicchio rosso per garantire il giusto apporto di fibre, vitamine e sali minerali. «Gli abbiamo solo dato un formato pratico anche per chi non ha tempo di cucinare, ma non vuole comunque rinunciare a un’alimentazione sana». Del resto, un italiano su due mangia solo due porzioni (invece delle cinque consigliate) di frutta e verdura al giorno.


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