Foto di Roberto Vannacci su Facebook

La mossa di Vannacci in Sicilia: 5000 iscritti, il fascino sui giovani e la sfida al centrodestra


Il generale Roberto Vannacci ha scelto la Sicilia come terreno di prova per misurare la forza politica del suo movimento, Futuro Nazionale, in vista delle prossime elezioni regionali e politiche. Al termine di un tour che ha attraversato le principali città dell’Isola (Catania, Caltanissetta, Palermo, Milazzo e Messina), il leader del partito ha annunciato un dato destinato a far discutere. Oltre 5000 iscritti nell’Isola, un numero che, a sentire le parole del suo entourage, sarebbe addirittura destinato a crescere rapidamente, forse fino a toccare quota diecimila. Un’affermazione che, nell’immediato, ha suscitato reazioni e interrogativi sull’effettivo peso politico dell’ex esponente della Lega in una regione storicamente decisiva per gli equilibri nazionali.

Il tour in Sicilia di Vannacci

Il Travolgente Tour di Vannacci in Sicilia si è rivelato un vero e proprio test per tastare il polso del consenso verso Futuro Nazionale. L’accoglienza è stata spesso calorosa: a Catania, la prima tappa, oltre 500 persone hanno riempito la sala del Romano Palace Hotel, con più di 200 rimaste fuori a causa dell’eccessiva affluenza. Un effetto Vannacci che, secondo quanto riferito dalla stampa locale, avrebbe addirittura raddoppiato le iscrizioni al partito nel giro di pochi giorni.

Le perplessità sull’oscillazione dei numeri

Nonostante l’entusiasmo, i numeri forniti da Vannacci e dal suo staff hanno mostrato una certa oscillazione nel corso del tour, alimentando qualche perplessità. Il 30 maggio il leader di Futuro Nazionale parlava di «circa 4000 iscritti», prevedendo un imminente balzo a quota 5000. Il giorno successivo, in occasione del Vannacci-day a Palermo, la cifra ufficialmente riportata dallo staff era di 4100, per poi salire, in poche ore, agli oltre 5000 annunciati ufficialmente da Adnkronos, dando l’idea di una macchina organizzativa in rapidissima espansione. A livello nazionale, secondo le dichiarazioni più recenti del coordinatore Rossano Sasso, gli iscritti avrebbero superato quota 82mila, con 120 circoli attivi sul territorio.

«L’Isola come laboratorio politico e sociale»

Nel corso delle sue tappe, Vannacci ha più volte ribadito la centralità strategica della Sicilia per il suo progetto politico. «La Sicilia è la regione più grande d’Italia ed è quella che più di ogni altro posto esprime le difficoltà della nazione», ha dichiarato a Palermo. Definendo l’Isola un «laboratorio politico e sociale». Tra i temi al centro del suo programma, il generale ha citato sicurezza, infrastrutture, lavoro, scuola e immigrazione, accusando la politica tradizionale di non ascoltare le reali istanze dei cittadini.

«Favorevolissimo al ponte sullo Stretto»

Particolarmente significativa è stata la sua posizione sul ponte sullo Stretto, un tema caldo per l’elettorato siciliano. Vannacci si è dichiarato «favorevolissimo» all’opera, con un parallelismo storico per sostenere la sua tesi. «La ricchezza si crea attorno alle infrastrutture. Le strade di Roma hanno portato ricchezza, così come il ponte attirerà sviluppo e capitali». Una dichiarazione che mira a intercettare il voto di chi vede nell’infrastruttura un volano di sviluppo, ma che lo ha anche esposto alle critiche di chi lo accusa di superficialità.

Il fascino sui giovani e l’effetto tra gli amministratori locali

Uno degli elementi più sottolineati dal tour di Vannacci in Sicilia è stato il consenso raccolto tra i giovani. «I giovani mi seguono perché forse cercano un futuro diverso», ha affermato il generale, sostenendo che il movimento stia intercettando una domanda di cambiamento che la politica tradizionale non riesce più a rappresentare. Un dato che, se confermato dalle urne, potrebbe rappresentare una minaccia concreta per i partiti del centrodestra, che tradizionalmente fanno leva su un elettorato più giovane e identitario.

Ma non sono solo i giovani a guardare con interesse a Futuro Nazionale. Il tour ha visto anche la presenza di diversi amministratori locali, attratti dal nuovo contenitore politico. Tra questi, Giovanni Rametta, consigliere comunale di Avola (in provincia di Siracusa) ed ex capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha apertamente manifestato l’intenzione di aderire al movimento, dopo aver assistito con curiosità all’evento catanese. Un segnale che la penetrazione del partito di Vannacci in Sicilia potrebbe avvenire anche attraverso l’opera di sdoganamento delle frange più inquiete del centrodestra.

La reazione del centrodestra: Salvini tuona, la coalizione trema

Se i numeri di Vannacci in Sicilia sono oggetto di dibattito, è indubbio che la sua ascesa stia creando non pochi grattacapi agli alleati del centrodestra. Il leader della Lega Matteo Salvini è stato il primo a lanciare l’allarme, con un messaggio durissimo all’ex alleato: «Non sacrificheremo la coalizione per te». In una fase in cui ogni voto nell’area conservatrice è prezioso, Salvini ha accusato Vannacci di voler erodere consensi al blocco, indebolendolo di fronte agli avversari.

Non solo. Dietro le quinte, si teme che Vannacci possa sottrarre voti soprattutto alla Lega, attraendo quell’elettorato più duro e intransigente che vede nel Carroccio un partito ormai troppo istituzionale e incline ai compromessi di palazzo. Una paura concreta, che ha spinto Salvini a blindare il perimetro della maggioranza, escludendo qualsiasi ipotesi di ingresso del generale nella compagine di governo.

Lo scenario futuro possibile

Nonostante la prudenza di chi lo accusa di essere una meteora destinata a spegnersi, Futuro Nazionale sembra aver gettato solide basi in Sicilia. L’impegno a presentarsi alle Regionali del 2027 è stato ribadito con forza. E l’assemblea costituente del partito, prevista per il 13 e 14 giugno a Roma, sarà il primo vero banco di prova per la sua tenuta organizzativa. La domanda che molti si pongono è se il movimento di Vannacci riuscirà a trasformare l’entusiasmo delle piazze in consenso elettorale. I sondaggi nazionali lo danno intorno al 4-5 per cento. Una percentuale che, se confermata in Sicilia, potrebbe rivelarsi decisiva in un sistema politico dove nessuno dei due poli tradizionali gode di una salute eccellente. Per ora, il generale può dirsi soddisfatto: in un solo fine settimana nell’Isola, la sua creatura politica è passata da 4100 a oltre 5000 iscritti. La sfida politica, però, è appena cominciata.


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