Università, lo stipendio del ministro? Uguale al direttore amministrativo d’Ateneo

«Per una configurazione organizzativa efficiente gli stipendi devono seguire le responsabilità». Lo dice il buon senso e pure l’economia. Eppure, nel mondo dell’Istruzione, si è deciso per un livellamento. Rigorosamente verso l’alto. Capita così che il ministro della Pubblica istruzione Francesco Profumo abbia all’anno lo stesso stipendio dei super manager degli atenei italiani di fascia più alta. Tra cui figura anche Catania. La differenza tra la tasca del titolare dell’Istruzione e quella dei direttori amministrativi delle università è infatti di circa tremila euro l’anno lordi. Appena pochi spiccioli su una retribuzione ministeriale pari a 199.778 euro, pubblicata sul sito del Miur secondo le nuove regole di trasparenza imposte dall’esecutivo di Mario Monti. Lucio Maggio, direttore amministrativo di Unict, ha percepito nel 2011 196.697 euro. Più 46 centesimi. In linea con i colleghi dei grandi atenei. A perdere nel confronto sono invece i viceministri, con i loro 188.868 euro annui.

Nessuno scandalo. I livelli di retribuzione dei direttori amministrativi delle università italiane è infatti fissato da un decreto ministeriale che risale al maggio 2001 e da allora mai aggiornato. Il documento – con indicazioni ancora in lire – divide gli atenei in quattro fasce secondo l’ammontare del fondo di finanziamento ordinario, il numero di studenti, di dipendenti, di facoltà e la presenza di centri d’eccellenza. Per ogni fascia viene stabilita una retribuzione base più alcuni scatti. Il più consistente, il 25 per cento dello stipendio, viene assegnato solo al conseguimento dei risultati stabiliti per l’anno dal consiglio d’amministrazione. Obiettivi quindi che variano nei diversi atenei e con un certo margine di discrezionalità. Nonché di genericità. Per l’anno 2010, ad esempio, l’università di Catania aveva posto tre paletti al suo massimo dirigente Maggio: il contenimento della spesa, la razionalizzazione nella locazione delle risorse d’ateneo e il completamento della riorganizzazione dei dipartimenti. A questi parametri va poi aggiunta la valutazione delle competenze. Voto conseguito dal manager etneo: 9,3 su 10. Stipendio pieno. Così come i colleghi di Palermo, Bologna, Napoli e Torino. Ma non Padova e Milano, due poli da sempre riconosciuti come eccellenti. Secondo le statistiche, almeno più di Catania.

Gestire un ateneo è quindi come gestirli tutti. «C’è da dire però che in tempi normali i ministri sono anche parlamentari e percepiscono entrambe le indennità», spiega Giacomo Pignataro, docente di Economia e finanza pubblica all’università di Catania. Per il professore, infatti, la questione è più generale: «C’è un problema di equità nella contribuzione all’attuale politica di rigore». Mentre i fondi all’Istruzione vengono tagliati di anno in anno e a diverse categorie vengono chiesti sacrifici, gli stipendi dei super manager restano invariati. Se ne discute in questi giorni in Parlamento, dove si è già accesa la polemica sulla norma del decreto Salva Italia che impone un tetto di 300mila euro alle retribuzioni dei manager statali. Soggetti non meglio definiti secondo la sinistra, che chiede vengano considerati anche il settore dell’università e degli enti locali. Ma altrove, intanto, si è già cominciato a tagliare. Per i docenti sono stati bloccati fino al 2013 gli adeguamenti al costo della vita e gli scatti di anzianità. Bonus che comunque in futuro saranno rivisti sulla base del merito. «Il blocco degli scatti colpisce tutti e per tutta la vita – spiega Pignataro – E’ come salire dei gradini: alla fine della carriera non si arriverà mai in cima. E la cosa si ripercuoterà anche sulle pensioni». Una situazione che si aggrava soprattutto nel caso dei giovani ricercatori, «già con poche prospettive per il loro futuro accademico».

Ancora più in generale resta la questione delle valutazioni qualitative in un settore come l’Istruzione. «Qui parliamo di formazione. E’ di certo difficile quantificare dei risultati. Fossimo in una fabbrica di bulloni assegneremmo i bonus in base ai bulloni prodotti», continua il docente. Ma la preparazione degli studenti non è così facilmente quantificabile. Tanto più che le scelte dei direttori amministrativi non riguardano direttamente la didattica ma parametri che influenzano la qualità generale dell’ateneo. E le procedure di valutazione non facilitano certo la trasparenza. A proporre la valutazione sul conseguimento degli obiettivi del manager universitario è infatti il rettore. La stessa figura che lo ha in precedenza proposto per quel ruolo. Meccanismo che, nel caso dell’università di Catania, resterà invariata anche con il nuovo contestato statuto. «Il vero problema è che in Italia – conclude Pignataro – non abbiamo ancora un sistema rigoroso e soprattutto esterno per valutare le organizzazioni».

[Foto di paPisc]


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Appena tremila euro lordi l'anno. Tanto si differenzia la retribuzione del manager etneo – e dei suoi colleghi della stessa fascia – da quella del titolare dell'Istruzione. E quasi 10mila euro in più dei viceministri. Giacomo Pignataro, docente di Economia e finanza pubblica a Catania: «C'è un problema di equità nella contribuzione a questa politica di rigore»

Il mese di ottobre 2026 è segnato da un oroscopo con una grande voglia di mettere a posto le idee e, soprattutto, i sentimenti. Venere sarà retrograda in Scorpione e obbligherà i segni zodiacali a fermarsi a riflettere su quanto veramente voglio. In particolare Cancro, Scorpione e Pesci, ma anche Vergine e Capricorno. Il cielo […]

Settimana, questa dal 28 settembre, che inizia bene per i segni di fuoco, con un oroscopo segnato dall’ingresso di Marte in Leone. Che si congiunge a Giove, rendendo le azioni – anche dei colleghi Ariete e Sagittario – molto più incisive. Dopo la Luna piena in Ariete che ha già garantito un contatto interiore significativo. […]

Dal 21 settembre si apre la settimana dell’equinozio d’autunno: il Sole varca i gradi della Bilancia e i movimenti dei pianeti imprimono all’oroscopo un’energia più scorrevole e aerea. La Luna sarà piena in Bilancia e le energie si riprenderanno in maniera sensata: qualcosa, dentro i segni più toccati dalla Luna, si scioglierà e troverà pace. […]

Manutenzione, assicurazione, svalutazione. E tempo per programmare e svolgere tutte queste attività. L’acquisto di un’auto non ha mai solo il prezzo iniziale, ma tiene conto di tanti altri passaggi durante l’uso. Per questo molti guidatori scelgono sempre più spesso una soluzione diversa: il noleggio a lungo termine (adesso anche dell’usato). Opzione esclusiva, per anni, per […]

Una nuova dimensione della consulenza immobiliare: è quella che si sta delineando negli ultimi anni, puntando sulla formazione continua e l’affiancamento sul campo. Una possibilità di lavoro in Sicilia per nuovi talenti e di crescita anche per gli agenti immobiliari esperti. A raccontare nella nostra nuova rubrica dedicata al mercato immobiliare gli ingredienti necessari sono […]