UniCt, si dimette anche il direttore Giovanni Gallo «Una scelta fatta per proteggere il dipartimento»

«Ho presentato le mie dimissioni immediate e irrevocabili dalla responsabilità di direttore del dipartimento di Matematica e informatica». Assieme al rettore Francesco Basile, è anche il direttore del Dmi Giovanni Gallo a rassegnare le sue dimissioni dal ruolo che ricopriva quando è stato coinvolto dall’inchiesta Università bandita della procura di Catania. «Faccio questa libera scelta – si legge nella lettera inviata ai colleghi e al personale – affinché il mio amatissimo dipartimento sia protetto da ogni vicenda che mi coinvolge e per meglio difendere la mia personale onorabilità».

Gallo è una delle 66 persone indagate perché, secondo l’accusa, parte di un sistema di concorsi pilotati per l’accesso alle carriere accademiche. Ieri era stato Basile a lasciare l’incarico che ricopriva da febbraio 2017, succedendo all’altro ex magnifico indagato Giacomo Pignataro. Prima ancora di Pignataro al vertice dell’ateneo sedeva Antonino Recca, anche lui nell’elenco dei 66 su cui si è abbattuto lo scandalo. 

«Ringrazio tutti dell’aiuto, pazienza e collaborazione mostratami con generosità in questi ultimi 44 mesi in cui ho avuto l’onore di servirvi – prosegue il professore Gallo – Assicuro a chi mi segue e a tutti, massimamente agli studenti, servizio, amicizia e collaborazione cordiale». Il suo nome è stato associato per lo più a un’intercettazione, registrata dagli investigatori, in cui diceva, a proposito della elezione dei componenti del Consiglio di amministrazione dell’ateneo: «Basile li ha benedetti tutti e quattro, quindi abbiamo obbedito al rettore. Questo è quello che abbiamo fatto». Spiegando l’indirizzo politico ricevuto dal rettore per le votazioni del cda, in un momento storico di grave confusione istituzionale.

Per domani è fissato l’inizio degli interrogatori di garanzia dei professori indagati. Saliranno le scale di piazza Verga per parlare di fronte al giudice per le indagini preliminari. La procura di Catania, che aveva chiesto i domiciliari ma ha ottenuto dal gip solo le sospensioni dai rispettivi uffici, ha annunciato che farà ricorso al tribunale del Riesame. Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti ha annunciato, dalle colonne del Messaggero, che intende usare il pugno duro nei confronti dei docenti coinvolti. «Abbiamo immediatamente richiesto alla procura di Catania di fornirci la lista completa dei nomi dei docenti coinvolti nell’indagine penale. E procederemo conseguentemente a sospenderli non solo dalle commissioni di concorso, ma da qualsiasi eventuale rapporto di collaborazione in essere con il Miur», ha dichiarato ai giornalisti romani.


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