Tutti ne parlano, nessuno lo usa: la strana fine dell’ufficio siciliano a Bruxelles. «Ogni tanto viene qualcuno, ma non so a fare cosa»

«Ogni giorno vediamo qualcuno, sì, devo dire che qualcuno si vede, ma non so di preciso cosa faccia». La signora belga risponde in maniera gentile, poi entra nell’ascensore del palazzo al numero 12 di Rue Belliard a Bruxelles, zona molto signorile, ben servita da mezzi e servizi e soprattutto a 650 metri, secondo il navigatore Gps, dalla sede del Parlamento europeo. È qui che si trova l’ufficio di Bruxelles della Regione siciliana. Come spiega euroinfosicilia.it, questo ufficio «ha tra gli obiettivi quello di offrire supporto nel campo dei finanziamenti diretti dell’Unione europea e, in particolare, si occupa di diffondere informazioni e anticipazioni in merito ai nuovi Programmi di finanziamento diretto e ai relativi bandi, oltre ad aiutare i partecipanti alla creazione di partenariati transnazionali tramite la diffusione di schede specifiche di ‘ricerca partner’ in tutta Europa». Al numero 12 di Rue Belliard a Bruxelles la bandiera giallorossa non sventola, appesantita dalla pioggia, la targa all’ingresso è dorata e splendente, le luci sembrano essere accese, probabilmente l’unico dipendente della Regione è al lavoro, ma non riusciamo a incontrarlo. 

L’ultima volta che l’ufficio si è animato è stato qualche mese fa, quando ha ricevuto una visita da parte della commissione parlamentare Esame delle attività dell’Unione europea dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), presieduta da Luigi Sunseri (Movimento 5 stelle). «Hanno chiesto un incontro e abbiamo partecipato volentieri – dice a MeridioNews Caterina Chinnici (Forza Italia – Partito popolare europeo), eurodeputata in questa legislatura e in quella precedente – Loro si sono presentati molto carichi, con la volontà ferma di rilanciare l’ufficio, forse sono stati sorpresi dal fatto che anche noi deputati europei la pensavamo esattamente allo stesso modo». 

«Dirò di più – continua Chinnici – è fondamentale che la Regione abbia un suo riferimento qui, dove assistiamo oltretutto all’operosità degli uffici delle altre regioni: l’Emilia-Romagna ha persino aperto un ristorante in cui si mangiano prodotti locali e in cui anche noi deputati a volte abbiamo fatto degli incontri. Ma il nostro di ufficio va riempito, e di gente competente, che sia esperta di Europa e di bandi europei e che abbia dimestichezza con le lingue». Impresa non da poco, certo, ma secondo la deputata neanche troppo. «La Camera di commercio italiana in Belgio organizza spesso corsi di formazione specializzati su questi aspetti – conclude – Se ci sono le intenzioni di rivalutare questo ufficio, ci sono tutti i presupposti per farlo».

Intanto, però, l’ufficio di Bruxelles continua a essere una spesa per la Regione e non provengono segnali rilevanti su un suo possibile rilancio. «Al momento non c’è nessuna novità in merito», dice Luigi Sunseri, che però continua a spingere perché la struttura riacquisti – o, per meglio dire, acquisti – finalmente la dignità che merita e perché possa esprimere tutte le sue potenzialità.


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