Il delitto è stato commesso lo scorso giugno. Il Gup ha accettato la costituzione di parte civile del comune di Palermo perché ritiene il fatto «foriero di grave allarme sociale e di danno all'immagine della città, anche in considerazione dei futili». L'imputato era presente e il suo avvocato, Giuseppe Avarello, si era opposto alla richiesta
Uccise il benzinaio di piazza Lolli per pochi euro Udienza preliminare del processo a Di Fiore
Iniziato il processo a carico di Mario Di fiore, l’assassino di Nicola Lombardo, 44 anni, il benzinaio ucciso lo scorso 20 giugno in piazza Lolli, con un colpo di pistola all’addome per un banale diverbio.
L’uomo, un imprenditore di 63 anni, subito dopo era fuggito per essere rintracciato dalla polizia tre giorni dopo grazie all’ identikit fornito dallo stessa vittima poco prima del decesso e da alcuni testimoni. Di Fiore ha già confessato di essere l’assassino e dovrà rispondere di omicidio aggravato dai futili motivi. Futili perchè a scatenare l’ira dell’uomo è stata, come lui stesso ha ammesso, il prezzo troppo alto della benzina. Un pieno che di solito pagava 60 euro, quel sabato lo avrebbe dovuto pagare 68.
Oggi, davanti al Gup Wilma Ferrara si è tenuta la prima udienza del processo per direttissima per la costituzione delle parti civili: la moglie della vittima, in proprio e quale esercente la potestà sui due figli minori, difesi dall’avvocato Fabio Lanfranca, il padre e un fratello della vittima, difesi dall’avvocato Loredana Mancino e il comune di Palermo rappresentato dall’avvocato Massimo Airò Farulla. L’imputato era presente in aula e il suo avvocato, il legale Giuseppe Avarello, si è opposto alla costituzione del Comune di Palermo, richiesta invece ammessa dal giudice che ha ritenuto il fatto «foriero di grave allarme sociale e di danno all’immagine della città, anche in considerazione dei futili».