Omicidio Loris, convalidato il fermo  Veronica Panarello resta in carcere

Resta in carcere Veronica Panarello, la donna accusata di aver ucciso il figlio Loris, di 8 anni, lo scorso 29 Novembre a Santa Croce Camerina, nel ragusano. Il Gip di Ragusa ha, infatti, convalidato il fermo e emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

La notizia è stata appena diffusa,  al momento non si conoscono i dettagli delle motivazioni del giudice, ma è chiaro che ha accolto l’impianto indiziario della Procura che l’ha incriminata. In particolare, la donna non sarebbe riuscita a convincere il giudice sui suoi spostamenti quella tragica mattina. 

La notizia arriva al termine di un’altra giornata di indagini in cui a tenere banco era stato il mistero del cellulare segreto della donna. Un mistero svelato. 

Si tratta, a quanto pare, del telefono di un’amica che la donna avrebbe avuto per alcuni giorni in prestito. A rivelarlo è stata lei, parlando con gli inquirenti che sono al lavoro per cercare di capire se dal telefono possano arrivare ulteriori elementi utili a definire quanto accaduto quel tragico sabato mattina nel paese in provincia di Ragusa. 

A parlare di questo telefono era stata Antonella Panarello, sorella di Veronica, la stessa che l’ha accusata di avere ucciso il figlio. 

La famiglia della mamma di Loris, ha contribuito non poco ad inguairla. Non solo la sorella, ma anche la madre Carmela, Aguzza:

«Mia figlia non può aver agito da sola, di sicuro copre qualcuno- ha detto dando per scontata la sua colpevolezza-  È sempre stata una ragazzina irrequieta, viziata e bramosa di attenzioni, ma da qui a diventare un’assassina ce ne corre, e di questo sono certa, anche se non ci sentivamo da tempo prima che, in preda ad una comprensibile angoscia, mi accusasse di aver preso il suo bambino».

Salvo poi tentare di correggere il tiro:

 «Mia figlia non mi vuole vedere perché mi odia – ha dichiarato a più riprese mamma Carmela ai cronisti – ma io le voglio bene anche se da ragazzina era scontrosa, problematica, difficile da gestire, al punto da aver rifiutato anche il sostegno di uno psicologo. Ma da qui a farla diventare un’assassina – ha aggiunto la Aguzza – ce ne corre».

Intanto la polizia postale di Catania ha già eseguito controlli su uno smartphone che usava il piccolo Loris.

Ieri, nel carcere di Catania, dove la donna è attualmente reclusa, si è svolto l’interrogatorio di garanzia. Il gip Claudio Magioni dovrà decidere entro stasera se convalidare o meno l’arresto. 


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