Troina, 290mila euro contro la disoccupazione Sindaco: «Microcredito per tenere qui i giovani»

«Sarà un modo per tenerci i nostri giovani». È con queste parole che il sindaco di Troina, Fabio Venezia, parla della convenzione stipulata con l’Ente nazionale di microcredito, che consentirà al Comune della provincia di Enna di agevolare l’autoimprenditorialità e contrastare la disoccupazione giovanile che in Sicilia ha toccato percentuali allarmanti. Con la conseguenza di vedere aumentare drasticamente le cifre riguardanti l’emigrazione.

Per riuscire in questo intento, il Comune ha deciso di destinare 290mila euro del proprio bilancio alla creazione di un fondo di rotazione che servirà da garanzia nei casi in cui i progetti avviati dai giovani imprenditori non dovessero decollare. Il centro dell’Ennese è il primo Comune siciliano ad aver stipulato la convenzione. «Si tratterà di un paracadute per i casi di imprese che non riusciranno a stare sul mercato – spiega Venezia -. Chiaramente questo non significherà che daremo soldi a chiunque. I progetti verranno valutati attentamente». Tra gli aspetti presi in considerazione ci sarà senz’altro la natura dell’attività imprenditoriale. «Di certo non si potrà accedere al microcredito per aprire centri scommesse o compro oro – assicura il primo cittadino -. I progetti dovranno rispettare l’idea di sviluppo del territorio che questa amministrazione vuole portare avanti». 

A poter presentare le proprie idee saranno giovani inoccupati o disoccupati. «Il ricorso al fondo comunale avverrà in una seconda fase – specifica Venezia -, in prima battuta il Comune si farà da tramite per inoltrare le proposte all’Ente nazionale, così da accedere al fondo nazionale di garanzia. Si tratta di risorse stanziate dal ministero. Nel caso in cui dovessero emergere difficoltà per finanziare progetti che per noi saranno comunque meritevoli, allora saremo noi a dare i soldi». Ogni troinese potrà ambire ad avere un contributo tra 25 e 35mila euro, prestito che dovrà iniziare a restituire con l’avvio dell’attività imprenditoriale. «Ci appoggeremo a un istituto di credito e i tassi di interessi per la restituzione, che avverrà nel corso degli anni, saranno molto bassi», assicura Venezia. La restituzione servirà a sua volta a finanziare altri progetti. «Vogliamo creare un circolo virtuoso per rilanciare il territorio», conclude il sindaco.

Di risorse per l’autoimprenditorialità si era già parlato un anno fa, quando, a novembre, tantissimi giovani imprenditori siciliani si erano lamentati per il trattamento ricevuto da Invitalia, l’agenzia nazionale del ministero dell’Economia che, a distanza di mesi dall’accoglimento delle domande per accedere ai finanziamenti previsti per il lavoro autonomo e le microimprese, aveva rigettato numerose istanze a causa dell’esaurimento dei fondi. Facendo di fatto perdere tempo e denaro – speso nei passaggi necessari alla costituzione dei soggetti giuridici richiesti dal bando – a moltissimi giovani, diversi dei quali intenzionati a lanciare una class action contro l’agenzia.


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