Foto di Dario De Luca

Trantino e la corsa a sindaco di Catania: «Non sono Harry Potter ma lavorerò sodo per la città»

In anticipo rispetto all’orario fissato per la conferenza stampa di presentazione. È lo stile con cui si presenta l’avvocato Enrico Trantino, nel giorno in cui riunisce la coalizione di centrodestra per lanciare la sua corsa a sindaco di Catania. Una partita che per molti è già vinta prima ancora di passare per le urne il prossimo 28 e 29 maggio. «Non è assolutamente così – sostiene Trantino – Si tratta di una sfida avvincente ma anche preoccupante perché non pensavo di proiettarmi in questa dimensione. Tutto deve essere fatto nell’ambito di un traguardo che non sarà il mio, ma quello dei catanesi che dovranno trovare un percorso condiviso nel nostro progetto. Io non sono Harry Potter ma lavorerò sodo per la città». Di certo c’è che, dice, «se verrò eletto, non potrò più cucinare il sabato mattina per i miei figli». Insieme a lui tanti volti della passata amministrazione. Un’esperienza – in cui Trantino ha rivestito la carica di assessore ai Lavori pubblici – che per il centrodestra si è conclusa nel peggiore dei modi con la sospensione e le successive dimissioni dell’ex sindaco Salvo Pogliese, poi eletto come senatore di Fratelli d’Italia. Oltre all’ex primo cittadino, in sala ci sono l’ex assessore ai Servizi sociali Giuseppe Lombardo, adesso deputato autonomista a Palermo, ma anche l’ex assessore ai Rifiuti, e dirigente della Lega, Fabio Cantarella.

«Faremo un’operazione verità sull’amministrazione Pogliese. Abbiamo peccato nella comunicazione ma ci sono stati tanti risultati raggiunti», spiega Trantino. Ricordando come Catania potrebbe essere la prima grande città d’Italia amministrata da un sindaco di Fratelli d’Italia. «Parlare adesso di programmi è prematuro perché non ci siamo ancora seduti con gli altri esponenti della coalizione per discutere di scelte. Uno degli obiettivi è certamente quello di fare capire a tutti che ognuno ha un ruolo in questa città. Non si può amare Catania solo quando la squadra di calcio viene promossa o il 5 febbraio per la festa di Sant’Agata». Trantino annuncia anche che una delle sue prime richieste sarà indirizzata al ministero dell’Interno «affinché ci mandi una dotazione adeguata di forze dell’ordine – spiega – Mi auguro anche che vengano assunti ulteriori elementi della polizia locale. È giusto che si sappia che dovranno essere ripristinate le regole».

Ma cosa chiederanno a Trantino gli alleati? L’avvocato rimanda ai mittenti ogni ipotesi di «spartizione di poltrone. Chiederò autorevolezza nei miei compagni di viaggio. Le forze politiche sanno che dovranno fornirmi una rosa di nomi che poi io dovrò scegliere, anche con la possibilità che io possa chiedere di cambiare qualche nome nel caso di perplessità». Un passaggio viene dedicato anche agli avversari e nello specifico al candidato del centrosinistra Maurizio Caserta, fresco dell’alleanza con l’ex sindaco Enzo Bianco: «Ho appreso di questo accordo con indifferenza ma presumo che comporterà dei malumori nella loro coalizione. Non ho nessun problema però a riconoscere l’autorevolezza del professore, e amico, Caserta – spiega Trantino – Quello che più mi piacerebbe è sentire parlare di futuro senza parlare di responsabilità legate al passato».

Ad affollare la grande sala del centro culturale – con l’organizzazione affidata all’imprenditrice degli eventi, ex assessora al Comune etneo ed esponente di Fratelli d’Italia Barbara Mirabella – ci sono praticamente tutti i big della politica locale, regionale e nazionale. Compresa Valeria Sudano, indicata come candidata a sindaca della città salvo poi cedere il testimone al candidato del partito di Giorgia Meloni. «Aveva dato la disponibilità a questa sfida. Sono certo che tutti i parlamentari e senatori della Lega forniranno supporto, competenza e consigli affinché a Catania il governo nazionale possa essere presente», commenta il vice presidente della Regione Luca Sammartino. Con la presentazione di Trantino c’è anche l’ufficialità delle liste che lo sosterranno. In tutto saranno sette, tra cui una civica con il nome del candidato. A spiccare, le due compagini del Movimento per le autonome di Raffaele Lombardo. L’ex governatore regionale scenderà in campo con il simbolo di Grande Catania e con lista del proprio partito. Seduti attorno al candidato sindaco anche gli assessori regionali Marco Falcone – Forza Italia – e Andrea Messina, della Democrazia Cristiana. Un parterre di soli uomini che non passa certo inosservato. «Mi scuso per questo – dice Trantino – Le donne non hanno più bisogno di quote rose ma dobbiamo ancora correggere alcune regole d’ingaggio della politica e per questo mi auguro che possa esserci una nutrita presenza femminile nella mia giunta».


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