Tranquilli è tutto sotto controllo!

“Sono esseri speciali, capaci di imprese per gli altri impossibili”. È così. Sembrerebbero insulsi, sembrerebbero insignificanti, sembrerebbero addirittura stupidi, eppure… Eppure!

Sono esseri speciali, e avranno cura di noi.

Le nostre paure sono ingiustificate, non abbiamo nulla da temere fin quando qualcuno veglia su di noi: i nostri tutori, i buoni padri di famiglia che con lo sguardo riescono a impietrire anche i mostri più malintenzionati.

Come quando eravamo bambini, come quando eravamo minorenni.

Kant diceva che l’età dell’illuminismo rappresentava l’uscita da uno stato di minorità, in cui l’uomo riaffermava la sua capacità di leggere il mondo razionalmente.

Quanto lontana è quell’epoca, e quanto invece sembra vicino quel triste periodo in cui a determinare lo status di “strega” bastava la delazione del vicino di casa invidioso. 

Ora basta dare un’occhiatina, una sbirciatina, perché per il resto, per le indagini, per la prevenzione, ci vuole troppo tempo.

 

Certo, si dirà, la prevenzione ci viene fornita dal potere deterrente che tali ausili tecnologici eserciterebbero sul criminale, ma nell’epoca in cui tutti vogliamo apparire chi ci garantisce dalle nostre manie di protagonismo?

Allora siamo così sicuri che il tempo giochi a nostro favore, quando invece nel frattempo succede di tutto?

Il frattempo, il presente, quello che accade mentre stiamo a guardare è quello che ha senso, e non vale esserci dopo per punire, bisogna prima impedire che la violenza si produca.

Ma nessuno sembra interessato a tutto l’insieme di situazioni che determinano la violenza, che contribuiscono a legittimarla e a giustificarla. Non è produttivo occuparsi di ciò. Non si guadagna niente a riconsiderare il mondo in cui viviamo, a reimpostare le nostre priorità, a rimediare ai nostri innumerevoli errori.

A prenderci ognuno le proprie responsabilità, senza guardare alle colpe altrui.

 

La verità è che stiamo impazzendo, e in quanto pazzi non siamo capaci di intendere e di volere, non abbiamo dunque nessun senso della responsabilità.

E  il mondo di conseguenza è un enorme manicomio.

Così grande da non vederne le spesse mura, così opprimente da non riuscire mai ad evaderne.

La clinica psichiatrica che ci ospita tutti sembra accogliente, dà sicurezza. La nostra gabbia è ben arredata, i nostri “guardioni” vegliano su di noi. Se ci succede qualcosa, se ci verrà fatto del male, non c’è problema: delle telecamere ci mostreranno il volto mascherato del colpevole e i nostri dolori, le nostre sofferenze, spariranno. Verremo sorvegliati e qualunque cosa ci succeda riusciremo a vedere il colpevole. Ne saremo consapevoli.

Dopo l’identificazione televisiva i nostri esseri speciali, potranno anche soffermarsi sui particolari dei fatti accaduti, potranno giovarsi delle inquadrature più dettagliate, potranno trarre dalla nostra palese sofferenza l’ispirazione per installare altre telecamere, altri punti di controllo.

E tutto andrà bene, tutti staremo tranquilli, perché la violenza sarà controllata, anzi videocontrollata.

E così si costruisce la nostra sicurezza, la nostra protezione, la nostra serenità.

 


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