Tra vecchio e nuovo. L’opinione di una ex-studentessa di lingue

La struttura universitaria è radicalmente cambiata nel giro di pochi anni trasformando l’iter didattico in maniera piuttosto visibile, e da un punto di vista strutturale e sotto l’aspetto propriamente formativo.

Ai vecchi corsi quadriennali, con piano di studi prestabilito e anche piuttosto rigido, indirizzo scelto sin dal primo anno tra i due tradizionali (filologico-letterario e storico-culturale) si sono sostituiti i nuovi corsi di laurea basati sulla formula 3+2.
Una laurea di primo livello, articolata su tre annualità, comprende in questo modo un numero maggiore di esami per sessione, con conseguente impoverimento dei programmi o maggiore carico sugli studenti.
La seguente laurea specialistica, specifica e professionalizzante almeno negli auspici, e su cui regna ancora la più tetra oscurità, si baserà su una preparazione diventata un po’ troppo enciclopedica.

Il meccanismo dei crediti ha in certi casi generato una desolante caccia ai punti, di cui certo la qualità dell’apprendimento soffre. Le attività collaterali sono diventate in taluni casi àncore di salvezza dal fuori corso intermedio, che nel vecchio ordinamento di fatto non esisteva.
Lo studio e i ritmi si sono fatti più svelti, più frenetici.
Il vantaggio del nuovo ordinamento deriva dalle molteplici opportunità didattiche di cui lo studente di nuovo ordinamento può usufruire (laboratori, seminari, workshops, stage in aziende), ma lo svantaggio è un impoverimento delle attività didattiche tradizionali, che spesso propongono un programma ridotto rispetto a quelli presenti nel vecchio ordinamento.

Se dunque l’arricchimento delle opportunità formative comporta una maggiore partecipazione alle attività didattiche e un ampio spettro di esperienze per lo studente, dall’altro lato si corre il rischio di ridurre sensibilmente il livello di approfondimento di una disciplina, in favore di una dubbia, generica multi-disciplinarietà.
Si è passati dall’eccessiva rigidità del vecchio ordinamento, povero di iniziative formative al di fuori dei tradizionali metodi, all’eccessiva libertà ed elasticità del nuovo, ricco di opportunità sì, ma sacrificando qualcosa.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Nella settimana dal 30 marzo al 5 aprile 2026, la primavera zodiacale entra nel vivo: con l’ammasso planetario in Ariete che testimonia nell’oroscopo una grande voglia riformatrice. I pianeti corroborano con una sferzata di energia intensa i segni di fuoco Ariete, Leone e Sagittario. Ne beneficiano Acquario, Gemelli (che pure devono aggiustare qualcosa) e Bilancia, […]

È primavera nello zodiaco! Nella settimana dal 23 marzo 2026, cinque pianeti in Ariete inaugurano il capodanno zodiacale facendo svettare l’oroscopo di Ariete, Leone e Sagittario come i più forti e splendenti dello zodiaco! Benissimo anche Acquario e Gemelli per questo stellium primaverile che porterà tantissimo loro, mentre la Bilancia dovrà cambiare totalmente stile di […]

Questa settimana dal 16 marzo è l’ultima dell’inverno dello zodiaco: nel weekend il Sole scivola in Ariete e nell’oroscopo c’è già aria di primavera. Sarà l’inizio della stagione tanto attesa dai segni di fuoco – Ariete, Leone e Sagittario – che risorgono fortissimi, anche per le disposizioni planetarie. Bene anche Acquario e Gemelli per i […]

Nel settore agricolo si parla spesso di innovazione, sostenibilità e competitività. Parole importanti, ma da tradurre in investimenti concreti. A partire da nuovi macchinari e strutture aziendali più efficienti, per arrivare alle tecnologie digitali. Proprio la direzione in cui vanno i contributi previsti dal bando SRD01 – Investimenti nelle aziende agricole: tra gli strumenti più […]