Tra i segreti dei Narayan

I Narayan sono Riccardo, Alfredo e Gianpaolo, tre giovani musicisti catanesi che da otto anni realizzano insieme il loro sogno, comporre musica. All’attivo hanno già due album e stanno lavorando intensamente alla realizzazione del terzo. Ospiti di “Slash band”, hanno raccontato sé stessi attraverso la voce del loro cantante e chitarrista Riccardo Trinaistich.

I Narayan sono nati già da un po’ di tempo. Nonostante siate musicalmente molto validi, non avete suonato molto spesso dal vivo. Come mai?
Purtroppo è vero, non abbiamo realizzato molti live nel corso della nostra carriera artistica. Si potrebbe fare un discorso sui canoni attraverso i quali vengono selezionati gli artisti che girano nel panorama dei live set catanesi. Forse siamo rimasti estranei a questi canali e dico questo senza polemiche. Per questo abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e lavorare sodo per maturare da un punto di vista musicale, anche cercando le giuste collaborazioni in fatto di produttori, piuttosto che continuare con dei live che non ci soddisfacevano e dove non sempre venivamo accolti a braccia aperte.

Miss Apple, già ospite di ‘Slash band’, sosteneva, riguardo alla difficoltà che i gruppi emergenti catanesi hanno nel proporsi al pubblico e agli addetti ai lavori, che manchi, rispetto al passato caratterizzato dal lavoro di Francesco Virlinzi, una figura di riferimento che li aiuti nella crescita. Tu Riccardo, cosa ne pensi?
Sono d’accordo. Avere una persona che metta anima e corpo e la sua voglia di mecenatismo per aiutare noi gruppi catanesi avrebbe effetti benefici sul panorama culturale e musicale odierno. Però, sarebbe un alibi demandare solo a questo aspetto la crisi artistica e culturale che stiamo vivendo in questo momento. Infatti, sono convinto che molti artisti che avuto il piacere di conoscere e ascoltare in questi anni hanno dimenticato una cosa molto importante. Hanno preferito concentrarsi esclusivamente sulla crescita tecnica, trascurando totalmente che di fronte hanno un uditore che vuole essere coinvolto, stimolato ed emozionato, che vuole sentirti in radio o cantarti sotto la doccia. Secondo me, stiamo compiendo un grosso errore allontanandoci da ciò che deve essere suonato e prodotto.

Quindi, “commerciale” non deve significare scendere necessariamente a compromesso con qualcosa pur di avvicinarsi al pubblico?
Sì, infatti. Commerciale non è un sinonimo di pop, genere spesso soggetto a pregiudizi, ma significa stanare l’ascoltatore giusto, che non deve essere necessariamente di bassa caratura culturale.

Tornado a parlare di voi sia tu, Riccardo, che il contrabbassista Gianpaolo, avete cominciato da autodidatti. Ciò nonostante avete raggiunto un elevato livello tecnico.
In realtà tutti e tre abbiamo compiuto un percorso musicale da autodidatti. Gianpaolo aveva addirittura cominciato con il pianoforte. Come lui anche io ed Alfredo non ci siamo specializzati in un unico strumento, ma ne abbiamo sperimentati altri. Alfredo il sassofono e il piano, io stesso suonavo talvolta il pianoforte e suono tuttora il basso. Tutto questo studio, più o meno rigoroso a seconda dei casi e dei periodi di ciascuno di noi, ha avuto una matrice comune, la passione smisurata per la musica.

Questa passione e questo studio hanno caratterizzato gli ultimi otto anni delle vostre vite nella crescita di questo progetto comune. Avete cominciato fin dall’inizio con questa formazione?
In realtà no. Io e Alfredo suoniamo insieme fin dall’inizio. Nel frattempo, però, abbiamo cambiato tre bassisti. Gianpaolo, l’ultimo arrivato, suona con noi dall’ottobre 2009 ed è subito scattato un amore, professionale ovviamente. Come gruppo, siamo sempre stati un trio fin dagli albori, fatta eccezione per pochi periodi, quelli in cui suonavamo cover, durante i quali si è aggiunta una seconda chitarra.

I Narayan nascono quindi come cover band. Avete intrapreso solo in un secondo momento la strada degli inediti?
Sì, come molte band siamo nati grazie ad annuncio in una bacheca. Agli inizi normalmente si eseguono cover, solo successivamente, dopo aver creato un amalgama forte tra i componenti del gruppo, si comincia a pensare a qualcosa di più. Tra me ed Alfredo questo legame si è creato fin da subito, abbiamo però dovuto aspettare un musicista completo e preparato come Gianpaolo per realizzare una simbiosi perfetta.

Narayan. La scelta del vostro nome non è casuale, volevate veicolare un messaggio positivo ai vostri futuri fan o sbaglio?
Hai colto nel segno. Non volevamo un nome ‘incazzato’, volevamo qualcosa che desse un senso di positività e di solarità, nonostante i nostri brani non lo siano sempre. Noi abbiamo la caratteristica di assecondare molto l’ispirazione del momento, se abbiamo l’impulso di realizzare una ballata piuttosto che un pezzo più duro, la realizziamo. Quindi, almeno per il nome, volevamo tramettere un messaggio positivo, da ‘peace and love’.

Avete un luogo particolare dove riuscite a trovare l’ispirazione? Dove vi ritrovate per suonare e provare?
Abbiamo una sorta di quartier generale che si trova nelle vicinanze del Rifugio Sapienza, in un luogo che si chiama Contrada Segreta. Già il nome è molto affascinante. È una villetta molto isolata dove ci possiamo permettere il lusso di suonare anche fino a tarda notte senza disturbare nessuno. Dopo qualche drink di troppo si riesce con più facilità a liberare ed esprimere se stessi. Per noi è un luogo di fondamentale importanza, quasi la totalità dei nostri pezzi è nato in quel luogo. Ed è in quel luogo che stiamo lavorando per realizzare il nostro prossimo album. Sarà il terzo, ma solo il primo con questa formazione che posiamo definire ‘completa’.


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