Taormina Film Festival 2014, ultimo giorno Turturro e Gianopulos tra politica e serie tv

Finale in sordina, solo due masterclass, entrambe condite con una salsa politica, e la premiazione finale. Si comincia con John Turturro e una gradevolissima masterclass con lui. La sua versatilità nel passare da regista ad attore (impossibile in Italia, dove chi passa dietro la macchina da presa non può tornare più davanti) e la sua simpatia gli hanno permesso di recitare in tanti film, dirigerne altrettanti, divertendosi sempre, come se fosse in un gruppo di amici. Il cinema italiano lo ha corteggiato, ottenendo nel 1997, la sua partecipazione nel film La tregua di Francesco Rosi. Quando gli si chiede quale ruolo nel cinema, o nel teatro, gli manchi, risponde in maniera politicamente corretta: «La mia carriera mi ha permesso di fare tanto, cambiando spesso… non mi manca niente».

Parlando poi del cult Il grande Lebowski, Mario Sesti, direttore artistico del Festival, fa notare come il film sia divenuto un tantra politico per una generazione orfana di ideali; la risposta dell’attore è stata meravigliosamente chiara e esplicativa, oltre che in italiano: «Non è una bella cosa!». Turturro parla anche di Philip Seymour Hoffman (ricordato al teatro greco qualche giorno prima con la proiezione di Synecdoche, New York), sottolineando più il suo problema che l’uomo, e ricordando a tutti noi che i problemi, nella vita, vanno risolti da soli, e che se non siamo noi i primi a volerli risolvere, difficilmente chi ci sta intorno può aiutarci. Il musical poi ricorre spesso nella filmografia dell’attore/regista, che spiega come preferisca fare qualcosa di veritiero e realistico anche se non perfetto: «Vorrei raccontare una storia vera, normale, come quando si canta sotto la doccia. Tutti vogliamo cantare e danzare, e io voglio raccontarlo». Le domande dal pubblico sono le più numerose di tutte le masterclass, si passa da Allen, che Turturro definisce «un folle come me»; agli stereotipi, che cerca di distruggere in ogni suo film, soprattutto quelli «terroni», viste le sue origini; per finire con l’annuncio, o meglio l’annuncio della volontà, per due film: Barton Flink 2 e uno spin-off su Jesùs da Il grande Lebowski.

All’ora di pranzo arriva Jim Gianopulos, produttore e greenlighter di Hollywood per la Fox. Dopo una clip esaltante e che carica abbestia lo spettatore (potrebbe essere una buona base per i montatori del TaoFest per capire come si fa una clip epica per presentare qualcuno e/o qualcosa) arriva lui: bassino, con un po’ di pancia, la faccia serena e lo sguardo semplice (non riuscirà a guardare negli occhi i suoi interlocutori, abbassando spesso lo sguardo, strano per un tipo che decide se dare o meno 150 milioni di dollari a qualcuno per fare un film). La chiacchierata con lui è tranquilla: si inizia con il raccontare l’amore per il cinema, dove il padre, da piccolo, lo porta almeno una volta a settimana, per due motivi, racconta: «Imparare l’inglese, e stare con me» (al che sarebbe dovuto partire l’ «Aaaaaaaawwwwwwn» in sala, ma purtroppo non è stato così). Si passa poi ad una breve, quanto intensa, dissertazione sulla politica, suggerita da una domanda di Sesti: «Se voglio mandare un messaggio, uso un telegramma», chiudendo tutte le possibilità di visione politica o sociale nei film. Ovviamente Gianopulos riconosce la valenza di un film e la sua potenza nel trasmettere il pensiero di un autore, ma quello che vuole fare lui, come produttore, è fare film, fare bei film, non fare politica. Gli si chiede poi se la scelta dell’attore incide sulla buona riuscita del film e ovviamente risponde che «buoni attori fanno buoni film». Il che è anche un po’ ovvio e scontato, ma così non è sembrato al poco pubblico presente in sala.

Si finisce a parlare, come ormai consuetudine a questo Festival, che dall’anno prossimo sarebbe bene cambiasse nome, di serie tv: «E’ un grande momento per le serie tv, soprattutto in America – dice – soprattutto per il drama. La tv ha più facilità di fruizione e anche se si perde una puntata è possibile rivederla quando si vuole, in tutta comodità». La cosa più interessante emersa dall’incontro è stata la profonda sensibilità di quest’uomo, che maneggia milioni di dollari, e la semplicità con cui ha detto che nel film cerca il messaggio del regista/autore e il «come» questo messaggio possa risultare al pubblico.

Il momento dei premi: Cariddi a Frank Matano, Taormina Arte Award a Jim Gianopulos, Golden Globe al Taormina Film Fest e Taormina Arte Award a John Turturro.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

La settimana dal 19 ottobre sembra tranquilla, ma l’oroscopo avverte: nel weekend cambiano molte cose. Innanzitutto, il Sole abbandona i gradi Bilancia per scivolare in Scorpione, facendosi introspettivo, ricercando verità e dedicandosi all’analisi delle passioni. Giorno 24 Mercurio si ferma retrogrado in Scorpione e non sarà semplice spiegarsi cosa non si comprende. Specie nei sentimenti, […]

Dal 12 ottobre si apre una settimana piena di eventi: l’oroscopo è inaugurato da una splendida Luna che si congiunge alla passionale Venere in Scorpione. E con un Acquario che risveglia la creatività di Plutone, che torna in moto diretto nel suo cielo, innescando nuove dinamiche per tutto lo zodiaco. Marte e Giove in Leone […]

Dal 5 ottobre inizia una settimana con un oroscopo che propone ancora le logiche della Bilancia. E interrogherà i segni zodiacali su quali siano i rapporti validi, quelli a senso unico o quelli da dismettere. Ma non sarà sempre semplice, visto che Mercurio in Scorpione quadrerà con Marte e Giove, congiunti in Leone. E la […]

Un impianto fotovoltaico non si progetta, finanzia, autorizza e gestisce da solo. Dietro ogni investimento energetico ci sono tecnici, ingegneri e installatori. Ma anche commercialisti, consulenti e professionisti chiamati a valutarne la sostenibilità economica, individuare gli strumenti finanziari, interpretare le norme, seguire gli aspetti amministrativi e fiscali. La transizione energetica viene spesso raccontata attraverso numeri: […]

Comprare casa significa, prima di tutto, conoscere le proprie possibilità. Capire quale sia la propria capacità di spesa e quale somma possa essere finanziata dalla banca, prima di iniziare la ricerca dell’immobile. È questo il primo consiglio di Salvatore Platania, consulente del credito e assicurativo di 24MAX, all’interno delle agenzie Remax City Home, per la nostra […]