Tangenti Aci Catena, Maesano ai domiciliari a Riposto «Inchiesta nata durante indagine su appalto dei rifiuti»

Ascenzio Maesano esce dal carcere. A deciderlo è stato stamattina il tribunale del Riesame, chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di domiciliari fatta dai legali dell’ex sindaco di Aci Catena. Arrestato il 10 ottobre per un presunto giro di tangenti che hanno visto protagonista anche il consigliere comunale Orazio Barbagallo (anche a lui sono stati concessi i domiciliari), e Giovanni Cerami, il direttore generale della Halley consulting, società specializzata nella gestione e manutenzione dei sistemi informatici. La mazzetta era stata ammessa nei giorni scorsi sia da Maesano che da Barbagallo. I due sono stati intercettati all’interno dell’automobile del primo nel corso di una conversazione dai contenuti che apparentemente inchiodano i due politici

L’uscita dalla cella di piazza Lanza, dove Maesano ha trascorso le ultime settimane, non consentirà però un ritorno nel Comune natale. L’ex sindaco, che poco dopo l’arresto ha scelto di dimettersi, vivrà a Riposto. Il consigliere comunale Barbagallo, invece, tornerà ad Aci Catena. La proposta relativa a Maesano era stata avanzata dagli avvocati Giuseppe Marletta ed Enzo Mellia, nel tentativo di convincere i giudici a concedere i domiciliari, facendo venire meno il rischio di un inquinamento delle prove

Nella richiesta di domiciliari, i legali avevano inoltre domandato «l’inutilizzabilità delle intercettazioni ai fini dell’inchiesta sulle tangenti», spiega Orazio Consolo, difensore di Barbagallo. Poiché le conversazioni dell’ex primo cittadino sarebbero state intercettate per via di un’attività investigativa dai contorni più ampi. Che avrebbe avuto al suo centro «l’appalto sui rifiuti nel Comune catenoto», precisa Consolo. Una gara settennale che ha avuto nell’ultimo anno una storia più che travagliata, con le due società partecipanti – la E.F. Servizi ecologici e la Senesi – che in momenti diversi sono state raggiunte da interdittive antimafia. La gara era stata inizialmente vinta da E.F., e la ditta aveva addirittura firmato il contratto con il Comune di Aci Catena, omettendo il provvedimento della prefettura di Catania. 

Tale comportamento aveva portato l’amministrazione Maesano a revocare l’aggiudicazione, dando di fatto il via a una serie di ricorsi alla giustizia amministrativa che, alla fine, hanno portato la Senesi ad avere la meglio. «Maesano ha raccontato ai magistrati i motivi di quella revoca», ha spiegato Marletta a MeridioNews poco prima che i giudici del Riesame si pronunciassero. Il legale, tuttavia, non ha escluso che attorno all’affare spazzatura ad Aci Catena possano esserci ulteriori motivi di indagine per la procura etnea.

Tornando all’inchiesta che vede coinvolta la Halley consulting e i presunti favori ottenuti dall’amministrazione comunale, prossimamente potrebbero esserci ulteriori novità, con il coinvolgimento di un nome nuovo. Si tratterebbe di un dipendente dell’azienda che, fino a poco tempo fa, si occupava del settore commerciale. Sarebbe lui – stando a quanto dichiarato in un primo tempo da Cerami e successivamente dallo stesso Maesano, nella memoria difensiva presentata ai giudici – ad aver fatto capire all’imprenditore la necessità di pagare per ottenere una corsia preferenziale all’interno del Comune. Specialmente per quanto riguarda l’aggiudicazione dell’appalto Home care, un progetto di teleassistenza dal valore di 252mila euro

Maesano avrebbe raccontato di aver incontrato una volta soltanto il dipendente della Halley consulting, ammettendo la disponibilità a ricevere la tangente. Questi sarebbe stato di fatto il tramite tra società e amministrazione comunale – nella figura del consigliere Orazio Barbagallo, ex capo dell’ufficio Economia e finanza -, perlomeno fino all’ultimo passo, quello del pagamento della mazzetta, quando a consegnare i soldi sarebbe stato Cerami in persona. La corruzione per la procura sarebbe stata essenziale per pilotare l’appalto. Ma su questo la difesa di Maesano dà una interpretazione diversa. Sottolineando che la gara di appalto è stata svolta dall’ufficio regionale dell’Urega, con una commissione formata per due terzi da persone esterne al Comune di Aci Catena.


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