Study tour per importare tecniche di depurazione naturale Iniziativa di Unict coinvolge Nord Africa e Medio Oriente

Dal Nord Africa e dal Medio Oriente a Catania, per studiare ed esportare i sistemi di trattamento naturale delle acque reflue derivate dall’uso industriale, agricolo e domestico. È lo study tour in corso in questi giorni nel capoluogo etneo. L’iniziativa è nata nell’ambito del progetto europeo Sustainable water integrated management Support mechanicms, organizzato dal dipartimento di Agricoltura, alimentazione e ambiente dell’università catanese e dal Centro studi di economia applicata all’ingegneria, Csei, 

Si tratta di uno studio che permette l’aggiornamento delle tecniche di depurazione naturale, in particolare i sistemi di fitodepurazione, che servono a riprodurre i processi di depurazione tipici di Paesi con un alto tasso di umidità e ottenuti da una combinazione di terreno, piante e microrganismi. Queste tecniche sono ormai largamente diffuse e – se utilizzate su larga scala anche a livello locale – potrebbero essere una soluzione per tutti quei centri che rischiano sanzioni da parte dell’Unione europea per il mancato rispetto dei vincoli imposti in materia di trattamento delle acque. 

A prendere parte al tour, oltre agli organizzatori locali, sono tecnici venuti appositamente da Marocco, Tunisia, Algeria, Egitto, Giordania, Libano, Palestina e Israele, interessati a importare queste innovazioni nei rispettivi Paesi. L’evento sarà suddiviso in quattro giornate: una riguarderà le lezioni frontali, le altre tre saranno dedicate alle visite degli impianti di trattamento naturale siciliani. In particolare verranno studiati i macchinari di San Michele di Ganzaria, del centro commerciale Ikea di Catania, Ispica, Caltagirone e Grammichele.


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