Statali, un’altra stangata: gli stipendi rischiano di rimanere fermi anche dopo il 2015

Un’altra stangata in arrivo per gli statali: se il testo della Legge di Stabilità approvato in settimana dal Governo dovesse diventare legge così come è oggi, l’importo della indennità di vacanza contrattuale non potrà superare quello in godimento al 31 dicembre 2013. Ma siccome questi stessi valori sono stati già ancorati a quelli del 2009, significa che gli stipendi di tutti i dipendenti pubblici potrebbero rimanere fermi per un tempo record: addirittura per 8 anni consecutivi.

“È probabile – dice Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – che proprio perché essendo la ‘vacanza contrattuale’ pensata come un anticipo dei benefici economici previsti e non essendone appunto previsti neanche per il triennio 2015-2017, non vi sia ragione di aggiornarla al costo della vita secondo il protocollo sui redditi del 23 luglio 1993”.

Il condizionale, però, è d’obbligo, perché ad oggi non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale il D.P.R. concernente il Regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione approvato dal Consiglio dei Ministri l’8 agosto scorso (Atto n. 6/XVII legislatura), recante proroga per il 2012-2014 del blocco dell’indennità contrattuale ai valori stabiliti dalla legge finanziaria del 2008.

“Certo – commenta ancora Pacifico – sarebbe stato più onesto dire a chiare lettere: mai più scatti di anzianità e mai più indicizzazione della vacanza contrattuale, cancellando quell’intesa rimasta sulla carta per l’applicazione dell’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali nei comparti del settore pubblico firmata il 30 aprile 2009. In conclusione, il concetto è chiaro: siccome l’indennità anticipa il successivo aumento contrattuale, se blocchi l’una vuol dire che hai intenzione di bloccare l’altra”.

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