Situ festival, l’arte contemporanea sbarca nei luoghi sacri Le chiese di Mineo diventano uno studio e spazio d’artista

È il primo festival di residenze d’arte contemporanea all’interno di spazi sacri. È il Situ Festival, che si
svolgerà a Militello in val di Catania dal 16 al 26 agosto. «Il festival nasce l’anno scorso, con una prima
edizione in piccolo che ha coinvolto tre artisti, di Firenze, Giarre e Milano, e una mia esposizione» spiega
l’artista Nicola Tineo, co-founder insieme a Eduardo Luongo, Viola Lo Monaco, Maya Rita Colella, Michael
Lo Monaco, Federico de Lorentis e Ines Song dell’associazione Zona Blu, organizzatrice della seconda
edizione. 

«Anche se da diversi anni prendo in considerazione le chiese come spazi d’arte – continua – questo evento
nasce con un occhio più diretto sul site specific, con video installazioni, talks, live performance, dj set,
laboratori di arte terapia ed esplorazioni musicali e con tutte quelle pratiche contemporanee che si
allontano dalla pittura classica
avvicinandosi invece al design e all’architettura. Per lavorare dentro il luogo
in modo diretto».

Saranno dodici gli artisti che dal 16 al 26 agosto entreranno in altrettante chiese di Militello trasformandole in
veri e propri art point, con l’obiettivo di tracciare un percorso espositivo itinerante che si snoda tra i vari siti
storici e le architetture sacre, patrimonio prestigioso del luogo, capace di abbracciare l’identità storica e
peculiare di Militello in dialogo con le urgenze del panorama contemporaneo.
«Gli artisti chiamati, scelti a livello internazionale tramite una open call, avranno una chiesa assegnata in
cui lavoreranno trattando tematiche contemporanee, per indagare i luoghi sacri». 

Non solo fisici. Verrà
trattata la tematica del sacro anche a livello ideologico, mentale e spirituale
. «Gli artisti staranno dieci
giorni all’interno di una location che diventa uno studio, uno spazio di artista. La particolarità sta proprio
nell’apertura di questi luoghi in alternativa ai soliti studi o gallerie in cui solitamente si consuma l’arte»,
chiarisce Nicola Tineo, che sulla scelta della location non ha avuto dubbi. «È il mio Paese e già da anni,
come dicevo, ho un approccio con le Chiese come spazio espositivo. Militello, tra l’altro, rientra fra i Borghi
più belli d’Italia e dal 2002 è patrimonio mondiale dell’Unesco. Nonostante non si annoveri fra le mete più
ambite del turismo dell’Isola, questo borgo è considerato tra i più affascinanti della Sicilia e a testimonianza
del passato illustre svettano cupole e campanili, venti chiese, nove conventi e numerosi palazzi signorili.
Molte chiese – aggiunge Tineo – sono chiuse al pubblico per tutto l’anno e ho pensato di sfruttare questo
evento per dare l’opportunità al pubblico scoprirle». 

L’ipotesi che Situ Festival diventi itinerante esiste. «L’importante è rispettare l’obiettivo che ha dato origine
all’iniziativa: indagare quei luoghi che sono tipici di un posto. Scopo dell’evento, infatti, è anche instaurare
un dialogo con il tessuto sociale
e le diverse realtà del territorio, per stimolare meccanismi e dinamiche
collaborative tra gli artisti, gli operatori culturali, i partecipanti e la comunità». Questo per sperimentare e
diffondere pratiche culturali inclusive e aggregative per le comunità residenti e non, attraverso una
rivalutazione e una riscoperta dei luoghi della quotidianità.
L’esposizione delle opere site-specific sarà aperta al pubblico dal 27 al 29 agosto. «Vogliamo innescare una
rigenerazione territoriale a partire dall’esperienza artistica e culturale e coinvolgere diversi target di
spettatori – conclude Tineo – Vogliamo, attraverso l’espressione artistica, promuovere il ruolo catartico insito nell’arte:
generare la bellezza veicolando i rapporti sociali
, creando nuove connessioni e riscoprendo nuove
dinamiche creative ed espositive per un nuovo modo di vivere l’arte e i suoi luoghi».


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