Un centinaio di studenti del liceo scientifico e linguistico di Catania ha manifestato contro i disservizi ai quali assiste all'interno della sede di via Chisari 8. L'obiettivo è quello di ottenere un tavolo politico con gli organi provinciali e la giunta comunale, e una perizia tecnica sulle condizioni strutturali dell'edificio. «Un perito tecnico specializzato deve garantire e assicurare che non ci sono pericoli», spiega la studentessa Silvia Mazzaglia a CTzen
Sit-in di protesta al Principe Umberto Infiltrazioni d’acqua e mancanza di aule
Un sit-in di protesta all’ingresso della scuola. È la plateale forma di rivendicazione messa in atto da un nutrito gruppo di studenti del Liceo scientifico e linguistico Principe Umberto di Savoia di Catania per sensibilizzare le istituzioni sui problemi strutturali e di edilizia con i quali sono costretti a convivere. La manifestazione di dissenso – preceduta da un’assemblea pubblica – si è svolta ieri mattina durante l’orario scolastico. A preoccupare gli alunni del liceo etneo sono le infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto e le tracce evidenti di umidità nelle pareti di alcune aule. Nodi ai quali si aggiungono anche disservizi legati alla mancanza di aule per le regolari attività didattiche. Tre classi, infatti, dall’inizio dell’anno seguono le lezioni all’interno dei laboratori multimediali. La delegazione presente davanti al Principe Umberto si è espressa con chiarezza: «Maggiore sicurezza e piena agibilità dell’Istituto».
Sostenendo l’impossibilità di rimandare ancora nel tempo questioni di tale importanza la studentessa Silvia Mazzaglia – già membro attivo di Unione degli Studenti – spiega a CTzen: «Capita con troppa frequenza che situazioni del genere all’interno delle scuole vengano sottovalutate e si agisca solo dopo il crollo di un pezzo di tetto».
Un centinaio di studenti ha dunque manifestato contro i disservizi che caratterizzano la vita dell’istituto. Il numero delle aule presenti nella struttura è minore rispetto al totale delle classi, e in alcuni punti della copertura dell’edificio si notano segni di infiltrazioni d’acqua. Ai quali fanno da contraltare macchie di umidità nelle pareti. «L’aula della prima B del Liceo scientifico presenta una macchia che si allarga sempre più sul lato sinistro della copertura. Ce lo ricordiamo bene perché è spuntata nel 2012», racconta Mazzaglia. Che insieme agli altri studenti fa appello al preside per ottenere «un appuntamento con gli Organi provinciali e con la Giunta comunale per discutere le soluzioni», spiega Mazzaglia. Alla richiesta di un tavolo politico si aggiunge la necessità di un parere tecnico sull’agibilità della scuola di via Chisari 8. «La Multiservizi o un perito tecnico specializzato deve garantire e assicurare che non ci sono pericoli strutturali», sostiene Mazzaglia.
Nel corso del sit-in di protesta, gli studenti più anziani hanno raccolto le testimonianze dei colleghi sui problemi da porre all’attenzione delle Istituzioni, e hanno fatto appello alla sensibilità del personale docente e amministrativo della scuola per combattere al loro fianco la battaglia contro il degrado. Con una nota di polemica verso il modello scolastico proposto a livello nazionale del premier Matteo Renzi. «Le apparenze e il prestigio dei concorsi di eccellenza e delle conferenze hanno priorità sulle reali necessità degli studenti», afferma Mazzaglia. Che conclude: «Per noi prima di tutto ci sono la sicurezza, l’accessibilità e l’aggregazione».