Siracusa, sequestrati 3,8 milioni di prodotti cinesi Trovati in 5 città. Si cerca il centro di produzione

Un sequestro di dimensioni consistenti: 3,8 milioni di prodotti tolti dal mercato in cinque località della provincia di Siracusa. Oltre al capoluogo la Guardia di finanza è intervenuta ad Augusta, Avola, Francofonte e Pachino. Tutte la merce è stata trovata in negozi al dettaglio cinesi. Si tratta di prodotti non sicuri, quindi potenzialmente pericolosi per gli acquirenti. 

L’operazione delle Fiamme gialle ha coinvolto dieci pattuglie che hanno rilevato irregolarità legate alla detenzione, per la rivendita, di cosmetici, giocattoli, materiale elettrico, ferramenta e utensileria varia, accessori per auto, bigiotteria, privi del marchio di conformità Ce (spesso dissimulato dal logo China export), nonché prodotti per l’igiene e la cura della persona. Tutti gli articoli erano esposti sugli scaffali di vendita, quindi pronti per essere immessi in consumo.

«Le indagini proseguiranno per capire quali sono i canali di approvvigionamento – spiega il colonnello Antonino Spampinato -, quello di cui siamo sicuri è che in provincia non risultano centri di produzione. Quindi è probabile che questa merce arrivi da fuori. La cosa importante è dare continuità a queste azioni». Oltre al sequestro dei prodotti, sono stati individuati tre lavoratori in nero. I titolari dei negozi sono stati segnalati anche alla Camera di commercio di Siracusa per le violazioni previste dal decreto legislativo n. 206 del 2005 (codice del consumo) per le quali sono previste sanzioni fino a 25mila euro, nonché la successiva confisca e distruzione dei prodotti sequestrati.


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