Sileoni (Fabi): “I banchieri dell’Abi sono come il Brasile: prendeno goal, ma si sentono i migliori del mondo…”

I SIGNORI DELLA BANCHE HANNO RICONFERMATO DUE COSE: PATUELLI PRESIDENTE E LA LORO ARROGANZA

Sessantottomila posti di lavoro in meno entro il 2020, sofferenze bancarie e crediti deteriorati a livelli record, un muro tutto ideologico sui rinnovi dei Contratti Nazionali, ABI e Credito Cooperativo, stipendi dei manager esorbitanti ed indecenti rispetto alla crisi economica e sociale attuale e rispetto agli stessi stipendi dei lavoratori bancari, un nuovo modello di banca che ABI non vuole confrontare con il sindacato: questi, secondo la Fabi – il sindacato dei lavoratori bancari più rappresentativo del nostro Paese – sono “tutti i goal incassati dall’ABI”.

Per la Fabi, l’assemblea dell’ABI, che oggi ha riconfermato Antonio Patuelli come presidente, somiglia tanto al Brasile: “Come il Brasile – sottolinea il segretario nazionale della Fabi, Lando Maria Sileoni, prendono goal, ma si sentono i migliori del mondo!”.

Foto di prima pagina tratta da mutouk.com

La relazione di Patuelli – aggiunge Lando Maria Sileoni – è stata tutta incentrata in una difesa corporativa dell’Associazione Bancaria Italiana. Patuelli è conscio dei problemi che gravano sul settore, ma non ha proposto soluzioni per invertire la fase attuale. La nostra sensazione è che l’Associazione dei banchieri navighi a vista, sperando che la tempesta passi da sola”.

Come LinkSicilia abbiamo rilevato che, dopo tanti piagnistei emersi nel corso dell’assemblea dell’ABI su sofferenze bancarie e troppe tasse a carico delle Banche italiane, il Consiglio dell’ABI, come già accennato, ha riconfermato quale presidente Patuelli ed ha ha eletto anche cinque vicepresidenti: Roberto Nicastro (Vicario), Gian Maria Gros-Pietro (Intesa Sanpaolo), Miro Fiordi (Credito Valtellinese), Giuseppe Ghisolfi (Cassa Risparmio Fossano) e Flavio Valeri (Deutsche Bank).


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