Lagalla e Schifani al Viminale: a Palermo arrivano tre zone rosse, più agenti e telecamere

Rafforzare la sicurezza a Palermo in modo immediato e duraturo. Come? Le prime mosse nello scacchiere vengono annunciate da un comunicato della Regione Siciliana al termine dell’incontro, avvenuto questa mattina a Roma, negli uffici del ministero dell’Interno. Presenti il sindaco del capoluogo Roberto Lagalla, il presidente della Regione Renato Schifani e il titolare del Viminale Matteo Piantedosi. Con loro anche il capo della polizia Vittorio Pisani. Nel corso della riunione sono state annunciate una serie di iniziative che mirano ad aumentare la sicurezza a Palermo. La città finita sotto i riflettori nazionali dopo quanto successo nella notte tra sabato e domenica con l’omicidio del 21enne Paolo Taormina.

Più agenti e istituzione di tre zone rosse

Una mappa con le zone rosse che verrano istituite a Palermo.

Le nuove misure sulla sicurezza a Palermo prevedono un incremento immediato del personale delle forze dell’ordine. Contestualmente verranno impiegati i reparti mobili per le attività di prevenzione dei reati. In arrivo anche 2,7 milioni di euro destinati al potenziamento dei sistemi di video sorveglianza. Previsti inoltre posti di blocco e controlli periodici nei quartieri a rischio, insieme al raddoppio degli agenti della polizia municipale in fase di reclutamento e alla possibilità di affiancare la vigilanza privata nelle aree urbane meno critiche.

A Palermo verranno istituite anche tre zone rosse. Le aree individuate sono quelle della Vucciria, teatro Massimo e Maqueda-Stazione. In queste porzioni di città vengono annunciati controlli più serrati. Il modello zone rosse, in Sicilia, è stato già sperimentato a Catania, dove ne vennero istituite sei dall’inizio di febbraio e fino al 30 aprile 2025. Nelle zone rosse vige il divieto di stazionare in alcune zone della città, con la possibilità di allontanamento in caso di violazione. Destinatari i soggetti che «assumono atteggiamenti aggressiviminacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, tale da ostacolare la libera e piena fruibilità di quelle aree». Il divieto è rivolto anche a chi risulta essere destinatari di mere segnalazioni all’autorità giudiziaria per un’ampissima categoria di reati «di allarme sociale»: percosse, lesioni, furto, rapina, reati in materia di stupefacenti e parcheggiatori abusivi.

Il commento di Schifani e Lagalla

«Ringrazio il ministro Piantedosi per la sua immediata disponibilità e per i risultati concreti raggiunti», ha dichiarato il presidente Schifani, sottolineando la sinergia tra governo, Regione e Comune per restituire «sicurezza, legalità e serenità ai cittadini di Palermo». Il governatore ha inoltre elogiato le forze dell’ordine per la maxi operazione allo Zen, definendola un segnale forte della presenza dello Stato. Soddisfazione anche da parte del sindaco Lagalla, che ha parlato di un «passaggio fondamentale per le politiche di sicurezza» della città.


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