Sicily Histories, quando «giocare stimola la cultura» L’app per vivere i siti culturali e conoscerne le storie

Raccontare il patrimonio culturale di un territorio attraverso il gioco si può. Sicily Histories è nata dalla creatività di un gruppo di giovani catanesi che operavano nell’associazione culturale dallo stesso nome. Riccardo Bonina e Luna Meli, ideatori del progetto, raccontano che «l’idea iniziale era quella di valorizzare il territorio, non solo attraverso le tradizionali visite guidate, ma inserendo delle dinamiche di gioco e interazione». Sicily Histories non si rivolge solo ai turisti in visita, ma vuole anche spingere i giovani siciliani «a guardare al luogo in cui vivono con occhi diversi», afferma Meli.

Nell’ottobre 2016 si presenta agli ideatori la possibilità di partecipare a un bando di concorso all’interno del Programma Operativo Nazionale Cultura e Sviluppo del ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Sei mesi dopo, arriva la notizia del conferimento dei fondi e il team si mette all’opera per trasferire sul piano tecnologico l’idea dell’omonima associazione: «Abbiamo allora trasformato la visita guidata in un testo scritto e i giochi di ruolo che organizzavamo per i visitatori in storytelling e gamification, inserendo delle trame intorno ai personaggi inventati dei vari percorsi tematici, insieme a quiz, trivia e giochi di memoria da fare sul luogo stesso».

Come suggerisce il suo nome, Sicily Histories non narra solo la storia della Sicilia attraverso i suoi maggiori punti di interesse (teatri, monasteri, castelli, chiese, siti archeologici), ma anche le storie delle genti che nel tempo si sono avvicendate nel territorio, di cui si riproduce la stratificazione sociale e lo stile di vita. In tal modo, all’interno dei quattro itinerari – archeologico, medievale, barocco e garibaldino – l’utente incontrerà i personaggi del tempo, come il gladiatore Barca nella Sicilia greco-romana, o il latifondista Don Gaspare Cutrò nella Sicilia garibaldina. Al momento, l’app è disponibile in due lingue e include 100 punti di interesse sparsi su tutto il territorio. Di questi, circa 70 sono siti di interesse storico-culturale, mentre i rimanenti si dividono tra turistici (musei, uffici turistici, agenzie) e commerciali (artigianato, enogastronomia, librerie). L’app consente inoltre ai giocatori di vincere buoni sconto presso una serie di siti e attività commerciali convenzionate molto popolari tra i giovani (tra cui Amazon, iTunes, Decathlon, Netflix, Spotify).

Gli ideatori Bonina e Meli raccontano che nei mesi a venire Sicily Histories conoscerà nuovi sviluppi. Innanzitutto, si integrerà l’app con ulteriori tecnologie di realtà aumentata, per favorire un maggiore coinvolgimento del giocatore. Crescerà il numero di punti d’interesse e si inserirà la modalità multiplayer. Grazie a quest’aggiunta, «più utenti potranno utilizzare l’app da diversi dispositivi, partecipando a giochi di gruppo. Questa nuova potenzialità renderà l’app adatta a un uso didattico per le scolaresche in visita e i gruppi di turisti», spiega Meli.

Infine, un incoraggiamento ai giovani siciliani che faticano per realizzare le proprie aspirazioni e che, spesso, si sentono costretti a farlo altrove: «Dopo anni di formazione all’estero e al nord Italia, ci siamo ritrovati di nuovo in Sicilia a scommettere sulle nostre capacità e, soprattutto, sulla nostra terra. La Sicilia è un territorio che potrebbe essere un polo d’attrazione a livello internazionale, e noi abbiamo deciso di crederci e di attirare finanziamenti qui per valorizzare il suo patrimonio», dichiarano Meli e Bonina. E concludono: «Eravamo stati fuori dalla Sicilia per anni, ma volevamo tornare e costruire qualcosa qui. Decidere di rimanere in Sicilia può essere molto faticoso, ma le soddisfazioni arrivano. Bisogna crederci».


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