Sicilia, la regione con la più alta dispersione scolastica «Il 30% dei 15enni non ha competenze in matematica»

Bambini e ragazzi che crescono lontano dai banchi di scuola. È la fotografia che viene fuori dal settimo Atlante dell’infanzia (a rischio), presentato oggi da Save the children in collaborazione, per il primo anno, con Treccani. Nel rapporto, che fa luce sui livelli di dispersione scolastica in Italia, il ruolo che spetta alla Sicilia è quello di chi sta messo peggio. Stando ai dati raccolti dall’organizzazione, infatti, nell’Isola il 24,3 per cento dei giovani di età compresa tra 18 e 24 anni hanno abbandonato la scuola subito dopo la licenzia media inferiore. Una percentuale decisamente superiore rispetto alla media nazionale che è del 14,7 per cento.

Guardando al livello di competenze acquisite dai giovani siciliani, un terzo dei 15enni risulta non avere le nozioni minime in matematica e lettura. Libri che sono trascurati dal 50 per cento degli under 17, che dichiara di non leggere nessun testo in un anno. Il report pone poi l’attenzione sull’incidenza delle condizioni culturale dei genitori nel rischio di povertà ed esclusione sociale per i ragazzi: in tal senso, è il 60 per cento tra coloro che hanno padre e madre con livelli di istruzione basso a risentirne. Percentuale che in valore assoluto rimanda a un numero importante, se si considera che è il 50 per cento degli adulti a non avere un diploma di scuola media superiore

All’origine del fenomeno c’è anche una scarsità di risorse e condizioni che possano facilitare l’impegno nello studio: il 20 per cento dei bambini non ha spazi adeguati per fare i compiti né opportunità di frequentare corsi extrascolastici. Percentuale che sale al 75 per cento se prendiamo in considerazione le visite alle mostre e ai musei, mentre l’80 per cento non è mai andato a un concerto. La fiducia che le situazione migliori nel futuro è condizionata anche dalla consapevolezza dei ridotti livelli di natalità. Il 2015 è stato per l’Italia l’anno che ha fatto registrato il più basso di nuovi nati. In Sicilia, il tasso di natalità è pari a 8,5 nati ogni mille residenti nel 2015, dato che rimane comunque leggermente più alto rispetto alla media nazionale, ma comunque in calo costante da otto anni a questa parte (nel 2008 era di 9,8 su mille). 

L’Atlante raccoglie poi spunti che esulano dalla scuola in senso stretto, ma riguardano lo stile di vita dei più piccoli. Per esempio, il 16,4 per cento dei bambini di 8-9 anni non fa colazione la mattina, dato superiore al doppio alla media italiana. A vivere in uno stato di povertà relativa è il 40,7 per cento degli under 17 siciliani (a fronte di una media nazionale del 20,2). Infine, un altro dato interessante riguarda il numero di bambini e ragazzi che vivono in zone ad alta pericolosità sismica. In questo caso, i numeri dipendono poco dalle condizioni di vita ma sono legati alla distribuzione geografica. Anche se una bassa scolarizzazione inevitabilmente ha ripercussioni anche se sulle informazioni riguardanti le misure e i comportamenti da adottare in caso di terremoti.


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