Sicilia sempre più calda, ma spoglia d’alberi: la classifica dei capoluoghi

La Sicilia è tra le regioni italiane che subiscono maggiormente gli effetti del caldo estremo, ma continua a fare i conti con un grande assente: gli alberi. Mentre le temperature aumentano e le città diventano sempre più roventi, il verde urbano resta insufficiente, lasciando migliaia di cittadini esposti alle ondate di calore. In altre parole, il patrimonio arboreo dell’Isola non cresce con la stessa velocità con cui cambia il clima. A fotografare la situazione sono i dati Istat sull’ambiente urbano nei Comuni capoluogo. Si tratta di numeri non sempre aggiornati o completi, ma che restituiscono comunque un quadro significativo. Se a livello nazionale il verde urbano pro capite è in aumento, lo stesso non può dirsi per il Mezzogiorno e le Isole, dove emerge ancora una volta un marcato divario territoriale.

Il rapporto alberi-residenti in Sicilia

In Sicilia il capoluogo con il maggior numero di alberi è Enna, con 17,4 esemplari ogni 100 abitanti. Molto più indietro si trovano Ragusa (7,8) e Trapani (7,2), seguite da Messina (6,7), Palermo (4,6) e Catania, che si ferma a 3,3 alberi ogni 100 residenti. A chiudere la classifica è Siracusa con appena 2,5 alberi ogni 100 abitanti. Per Agrigento e Caltanissetta, invece, non sono disponibili dati. Una menzione a parte merita proprio Siracusa. Il capoluogo aretuseo occupa infatti gli ultimi posti anche nella graduatoria nazionale relativa alla disponibilità di aree verdi. Insieme a Messina e Trapani non raggiunge nemmeno lo standard minimo previsto dalla legge, pari a 9 metri quadrati di verde per abitante.

Numeri che evidenziano le difficoltà delle grandi città nel garantire un adeguato patrimonio arboreo in rapporto alla popolazione. Va anche precisato che i centri più popolosi tendono fisiologicamente ad avere un numero inferiore di alberi pro capite. Alcune scelte urbanistiche, però, incidono direttamente sulla qualità dell’ambiente urbano. In diverse aree della Sicilia, soprattutto nel Catanese, continuano infatti a sorgere supermercati, parcheggi e centri commerciali, con un conseguente aumento delle superfici asfaltate e cementificate. Il cemento e l’asfalto assorbono e immagazzinano il calore durante il giorno, rilasciandolo lentamente nelle ore serali e notturne: è il fenomeno delle isole di calore urbane, che fa aumentare sensibilmente le temperature rispetto alle aree ricche di vegetazione.

I numeri, scarsi, sugli alberi abbattuti in Sicilia

Nel rapporto Istat trova spazio anche il numero di alberi abbattuti, una pratica più volte denunciata da associazioni e volontari in diverse parti dell’Isola. Anche in questo caso, i dati disponibili sono parziali. Nel 2022 gli abbattimenti censiti sono stati 213 a Siracusa, 180 a Catania e 80 a Ragusa. Per gli altri capoluoghi non risultano dati. L’anno successivo è stata Catania a registrare il numero più elevato di alberi abbattuti: 442, di cui 420 per rischio di caduta. Seguono Palermo con 331, Messina con 140, Enna con 52, Ragusa con 12 e Trapani con 2.

Curioso anche il dato relativo alle nuove piantumazioni effettuate in occasione della nascita di un bambino o dell’adozione di un minore. La normativa nazionale prevede infatti che i Comuni, per ogni nuovo nato o minore adottato residente, promuovano la messa a dimora di un albero, come gesto simbolico ma anche come strumento per incrementare il patrimonio verde urbano. Secondo i dati Istat, tra il 2022 e il 2023 questa disposizione è stata applicata soltanto a Messina, Enna e Ragusa. A distinguersi è il capoluogo peloritano, dove nel biennio sono stati messi a dimora ben 640 nuovi alberi. Tutti gli altri non pervenuti, almeno per l’Istat.


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