Si riaccendono le indagini sulla morte di un 16enne Ipotesi di un contatto tra la moto con altro mezzo

Oltre un anno e mezzo dopo l’incidente che ne causò la morte, avvenuta dopo 12 giorni di ricovero in ospedale, sul caso del 16enne Graziano Scaminaci Giulio vengono riaccesi i riflettori. Il motivo sta nei contenuti di una perizia disposta dalla procura di Enna per determinare cosa causò la perdita di controllo della moto su cui viaggiava il giovane. 

Per il consulente dei magistrati ennesi, il giovane non sarebbe stato sotto effetto di sostanze stupefacenti né di alcol e neanche avrebbe viaggiato ad alta la velocità. Il ciclomotore si sarebbe trovato a circa 45 chilometri orari quando per il 16enne sarebbe stato costretto a effettuare una brusca manovra, che lo avrebbe portato su un tratto di erba e poi a scivolare fino a sbattere contro un muretto. L’incidente avvenne il 7 settembre 2020 sulla statale 120 Nicosia-Troina. Il giovane stava viaggiando in direzione di Cerami, quando in pieno rettilineo e poco prima di una curva cadde a terra. 

L’ipotesi sostenuta dall’avvocato Mario Consentino, e rafforzata dai contenuti della perizia, è che la vittima possa essere entrata in contatto con un altro mezzo. Il tentativo disperato di riprendere la guida della moto, inoltre, porterebbe a escludere l’ipotesi di un malore. Per tutti questi motivi, la madre e il fratello del ragazzo chiedono a chiunque avesse informazioni sull’accaduto di farsi avanti e rivolgersi alle forze dell’ordine.


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