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Alla fine dell'estate il Centro d'accoglienza per richiedenti asilo più grande d'Europa ha raddoppiato la sua popolazione, a causa dei continui sbarchi. Adesso vivono in dieci in una casa di 160 metri quadrati. Aspettano mediamente un anno per ricevere un permesso da rifugiati e nel frattempo si sono organizzati, tra feste e mercatini fai da te. «Siamo diventati la prima impresa del Calatino», spiega Sebastiano Maccarrone, direttore del consorzio che gestisce il Centro ricevendo dallo Stato circa 4milioni di euro al mese e offrendo opportunità di integrazione. A volte però non bastano per affrancarsi da una condizione di eterno presente. Guarda il reportage fotografico

Alla fine dell'estate il Centro d'accoglienza per richiedenti asilo più grande d'Europa ha raddoppiato la sua popolazione, a causa dei continui sbarchi. Adesso vivono in dieci in una casa di 160 metri quadrati. Aspettano mediamente un anno per ricevere un permesso da rifugiati e nel frattempo si sono organizzati, tra feste e mercatini fai da te. «Siamo diventati la prima impresa del Calatino», spiega Sebastiano Maccarrone, direttore del consorzio che gestisce il Centro ricevendo dallo Stato circa 4milioni di euro al mese e offrendo opportunità di integrazione. A volte però non bastano per affrancarsi da una condizione di eterno presente. Guarda il reportage fotografico

Alla fine dell'estate il Centro d'accoglienza per richiedenti asilo più grande d'Europa ha raddoppiato la sua popolazione, a causa dei continui sbarchi. Adesso vivono in dieci in una casa di 160 metri quadrati. Aspettano mediamente un anno per ricevere un permesso da rifugiati e nel frattempo si sono organizzati, tra feste e mercatini fai da te. «Siamo diventati la prima impresa del Calatino», spiega Sebastiano Maccarrone, direttore del consorzio che gestisce il Centro ricevendo dallo Stato circa 4milioni di euro al mese e offrendo opportunità di integrazione. A volte però non bastano per affrancarsi da una condizione di eterno presente. Guarda il reportage fotografico

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