Scicli, Musumeci su discarica di rifiuti pericolosi «Molte cose da chiarire, l’Antimafia si muoverà»

«Non può accadere che i politici locali non sappiano nulla e, chi lo crede, è in malafede. Va capito a chi serviva questa discarica, per quali fini reconditi, se il silenzio è doloso o è stato frutto di insensibilità, la vastità del fenomeno è sfuggita alla valutazione seria e concreta della politica». Queste sono le parole del presidente della commissione antimafia, Nello Musumeci, in riferimento all’autorizzazione rilasciata dal dipartimento Acqua e rifiuti il 3 marzo del 2016 all’Acif Srl per l’ampliamento dell’impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi e non a Scicli, a meno di due chilometri dal centro storico dichiarato patrimonio Unesco. 

Musumeci non esclude indagini da parte della commissione per chiarire alcuni nodi che definisce poco chiari. «C’è stato almeno un biennio – afferma – nel corso del quale si sono consumati alcuni passaggi che lasciano molto perplessi e non mi riferisco soltanto alla condotta della Regione siciliana. Mi chiedo perché la politica locale è rimasta sostanzialmente in silenzio, perché il caso è scoppiato solo di recente? Molte cose – aggiunge Musumeci- vanno chiarite e noi, come commissione, ci muoveremo come sempre con sobrietà perché si faccia luce. Per quanto riguarda il comportamento della politica, abbiamo il compito di intervenire e lo faremo intanto acquisendo tutti gli atti relativi alla vicenda e poi non escludiamo un’audizione per sentire tutti gli attori».

Intanto, dopo la sospensione della Valutazione di impatto ambientale firmata dall’assessore regionale Maurizio Croce due giorni fa, ieri è arrivata anche la sospensione dell’Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione. Il provvedimento, secondo quanto dichiarato dal deputato del Pd, Nello Dipasquale, è propedeutico alla revoca che potrà essere sancita dal presidente Rosario Crocetta. L’atto autorizzativo è stato analizzato e smontato in occasione della seduta congiunta della IV e della VI commissione (Territorio e Ambiente e Sanità), che si è svolta il 3 maggio, che ha confermato alcuni vizi procedurali nel procedimento. Al momento il più grave riguarda il parere dell’Arpa, che il dipartimento Rifiuti ha interpretato come favorevole al momento di rilasciare l’autorizzazione, ma che invece la stessa Arpa ha smentito. I vertici dell’Agenzia hanno infatti affermato di non aver mai dato il via libera ed hanno chiesto la revoca in autotutela del provvedimento.

Il comitato per la tutela della salute e dell’ambiente costituito da diverse associazioni e partiti politici fanno sapere che non si sentono tranquilli fin quando non arriverà la revoca del decreto e confermano il ricorso al Tar perché – dicono – «chi ha sbagliato deve pagare». Stasera a Scicli è prevista anche una mobilitazione cittadina per dire no all’ipotesi della realizzazione del mega-impianto per il trattamento dei rifiuti pericolosi.


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