Scelto da facebook/ Industria automobilistica a Termini Imerese/ Apprendi: “C’è chi ha lavorato per il rilancio e chi ha raccontato bugie”

di Pino Apprendi

Ogni tanto, viene voglia di esternare piccole riflessioni. Quella di questa mattina nasce dalla infelice battuta di La Russa sugli operai della fiat di Termini Imerese: “Ma cosa vogliono?”, si chiede. Ho seguito personalmente, per il ruolo che avevo in commissione attività produttive, tutta la fase della crisi e le lotte dei lavoratori.

Con l’assessore Marco Venturi abbiamo imposto un ritmo alla trattativa che ci ha visti continuamente impegnati in tavoli tecnici, a Roma, con i Ministri del governo Berlusconi, che tutto hanno fatto, fuorché tentare di fare rimanere fiat in Sicilia. Abbiamo, pertanto, tentato di salvare il salvabile.

Abbiamo fatto stanziare al governo regionale 350 milioni di euro,di cui 200 per permettere la reindustrializzazione e 150 per mettere in sicurezza il territorio e migliorare la viabilità e il porto.

Il problema e’ stato affidare la gestione del bando per le manifestazioni di interesse a INVITALIA, un carrozzone romano che ha dimostrato di non essere all’altezza del compito assegnato.

Da li il fallimento della operazione del rilancio industriale del territorio. Per l’altra parte del l’impegno, la sistemazione del territorio, mi risulta invece che si sta procedendo.

Sulla vicenda, politicamente hanno speculato in molti, anche Grillo, il quale aveva promesso ai lavoratori un impegno speciale. La storia e’ questa. C’è chi si è impegnato portando dei risultati e si trova fuori dal parlamento, c’è chi ha fatto chiacchiere e ha raccontato favole e…


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