Scelto da face book/ L’euro? Cosa della Germania è…

Oggi dinanzi alla Corte Costituzionale tedesca si apre un processo che ha davvero del surreale. Se non fosse tutto vero sembrerebbe quasi una favola. Dunque le cose stanno così: la Bundesbank ha citato in giudizio la Bce di cui è azionista di riferimento. E’ un po’ come se gli Agnelli avessero deciso di citare in giudizio la Fiat. Stupefacente, non è vero?

Ma non è finita: la denuncia è stata presentata dalla Banca centrale tedesca, contro la Bce che, pur essendo un’istituzione europea, ha sede a Francoforte. I giudici sono tedeschi e anche la difesa sarà “made in Germany”. Mario Draghi ha deciso di farsi rappresentare da Joerg Asmussen, componente germanico del direttorio della Bce.

Insomma i tedeschi si occupano dell’euro come se fosse solo ed esclusivamente un problema domestico. Gli altri a guardare. Con buona pace di quanti ancora dubitano del fatto che la moneta unica è solo un travestimento del vecchio marco.

Il resto d’Europa osserva senza poter intervenire. Eppure se la Corte Costituzionale accettasse il ricorso della Bundesbank tirerebbe un colpo di pistola all’euro. Gli altri Paesi del Club ne patirebbero, nel bene o nel male, le conseguenze. Ma senza poter fare nulla. E’ un problema che i tedeschi si vedranno al loro interno. Poi comunicheranno le decisioni. Se saranno negative peggio per i partner. Questa non è più un’alleanza paritaria, è la manifestazione del peggior imperialismo tedesco.

Il problema, infatti, riguarda la costituzionalità (in Germania) degli Omt: vale a dire gli acquisti di titoli di Stato dei Paesi deboli del Club fatti dalla Bce. Si tratta, in parole povere, del bazooka usato l’anno scorso da Draghi per fermare la speculazione che stava attaccando l’Italia e gli altri Paesi dell’orlo meridionale dell’Europa. Se i giudici tedeschi dovessero accogliere il ricorso sarebbe la dissoluzione dell’euro: potrebbero addirittura imporre alla Bundesbank di ritirarsi dalla Bce segnando la fine della moneta unica.

Che sia proprio la banca centrale tedesca, con il suo ricorso, a imporre un rischio del genere la dice lunga sull’aria che tira. Lo sparo alla tempia dell’euro potrebbe anche non essere una cattiva idea. Non è accettabile, però, che sia la magistratura e non la politica, a decidere un passo così importante, che coinvolge la vita di milioni di persone. Soprattutto è ostile il metodo: fanno tutto i tedeschi. Gli altri fuori dalla porta ad aspettare. Eventualmente pagheranno il conto.

 

 


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