Sant’Agata 2018, molto più di una lunga notte La salita di Sangiuliano solo alle 9 del mattino

Molto più di una lunga notte. Se nel 2017 il rientro in Cattedrale alle 11.30 passate aveva suscitato più di una polemica, il 2018 si preannuncia sulla stessa scia. Quest’anno gli spostamenti del fercolo sono stati più lenti di quanto previsto: il rientro in piazza Duomo è avvenuto poco prima delle 11 e quello in Cattedrale, che sancisce la chiusura dei festeggiamenti agatini, alle 11.20, a seguito della consueta pausa di preghiera. Il busto reliquiario è stato sganciato dalla vara e portato a spalla all’interno della chiesa, tra i fazzoletti bianchi sventolati dai devoti.

Come l’anno scorso, anche in questa edizione della festa le tappe orarie del fercolo hanno subito un pesante slittamento. Passata la mezzanotte la vara era arrivata all’altezza della villa Bellini e per arrivare in via Caronda, dopo un lungo stop per le operazioni di scarico della cera, ci è voluta più di un’ora. Ritardi su ritardi che si sono accumulati e che hanno fatto sì che i tradizionali fuochi del Borgo, in piazza Cavour, si svolgessero alle prime luci dell’alba – intorno alle sei del mattino – anziché in piena notte. 

Tra gli appuntamenti fondamentali della festa di Sant’Agata, un altro che si è svolto in una cornice uguale a quella dell’anno scorso – ma inedita in precedenza – è stata la salita di Sangiuliano: l’acchianata, a cui i devoti sono affezionatissimi, è partita soltanto poco dopo le nove e dieci. Ancora una lunga pausa, all’incrocio con via Crociferi, prima di arrivare di fronte al cancello dal quale si affacciano le suore benedettine – spesso erroneamente definite clarisse – per il loro canto. Una eccezione agatina – oggi avvenuta intorno alle 10.10 – alla lunga clausura. Da quel momento in poi, però, il corteo ha dato una netta accelerata: è bastata mezz’ora per passare da via Garibaldi all’ingresso in piazza Duomo.


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