Garibaldi di Catania

Il futuro della sanità, dalla tecnologia alla sicurezza: la visione dell’ospedale Garibaldi di Catania

In un contesto sanitario come quello siciliano, segnato spesso da carenze strutturali, liste d’attesa infinte e poche trasformazioni tecnologiche, l’Arnas Garibaldi di Catania rivendica un percorso di consolidamento e sviluppo fondato su innovazione, sicurezza e organizzazione. A tracciarne il quadro a MeridioNews è il direttore generale Giuseppe Giammanco, soddisfatto perché la struttura sanitaria che dirige non ha subito audit dall’Agenas nell’ultimo rapporto rilasciato. «Agenas non ha mai un’impostazione sanzionatoria o inquisitoria – sottolinea Giammanco -. Il suo obiettivo è verificare la correttezza dei dati e, se emergono criticità, analizzarne le cause secondo la logica no blame della gestione del rischio clinico». Un metodo che punta al miglioramento continuo, più che alla penalizzazione delle strutture, intervenendo sui processi e sulla qualità delle informazioni.

Accessibilità e servizi al cittadino

Durante l’ultimo biennio si è registrato nell’ospedale etneo un incremento dell’accessibilità ai servizi. «Abbiamo aumentato il numero dei totem – spiega ancora il direttore generale -. Inoltre, sono stati collegati alla tessera sanitaria per prenotare, pagare o verificare le prestazioni direttamente nei presidi». Sono state, inoltre, introdotte casse automatiche per ridurre le code agli sportelli ticket. L’innovazione tecnologica, però, è accompagnata dal supporto umano: «Non lasciamo mai solo l’utente, soprattutto anziani e fragili. Il personale è presente per affiancare i cittadini nell’uso dei nuovi strumenti» chiarisce Giammanco, aggiungendo che l’anno scorso ha raggiunto tutti gli obiettivi del Pnrr previsti per l’Arnas Garibaldi.

Il rinnovamento tecnologico è arrivato anche alle nuove Tac e risonanze magnetiche (da due a quattro risonanze operative), un acceleratore lineare, una Spet in medicina nucleare e oltre dieci nuovi ecografi. «Tutte le apparecchiature sono collaudate e funzionanti – riferisce il direttore del Garibaldi – portando l’azienda a un significativo salto di qualità tecnologica». Interessante è anche il lavoro che l’Arnas Garibaldi sta portando avanti sul fronte della cybersicurezza. «Nessuno può dirsi completamente al sicuro – ammette Giammanco -. La sicurezza non è un traguardo definitivo, ma un processo». Oltre alle misure strutturali (firewall e sistemi di protezione), grande attenzione è rivolta alla formazione del personale, anche in collaborazione con la Polizia Postale.

Organici: copertura elevata e attrattività per i professionisti

Sul fronte del personale, Giammanco evidenzia una situazione solida: «L’Arnas Garibaldi parte da una copertura degli organici superiore al 90 per cento – sostiene -. Un risultato che viene consolidato con assunzioni mirate nelle aree più critiche, come il pronto soccorso». D’altronde si tratta di una delle strutture sanitarie più importanti della città, quindi è normale che per medici e operatori sanitari sia un posto di lavoro ambito.

«Riusciamo ad attrarre professionisti qualificati – aggiunge – grazie alla visione dell’azienda e al suo profilo tecnico-scientifico. Molti specializzandi hanno scelto di restare con noi anche dopo il periodo formativo». Qualche criticità permane sulle liste d’attesa, che vengono monitorate periodicamente con un duplice obiettivo: rispetto dei tempi e recupero delle prestazioni. «Il Garibaldi è spesso scelto dai pazienti anche quando esistono alternative territoriali – spiega Giammanco – e questo, inevitabilmente, impatta sulle liste».

Fondamentale il coordinamento provinciale e regionale, soprattutto per l’attività ambulatoriale. Per la chirurgia ad alta complessità (oncologica, neurochirurgica, vascolare) la condivisione avviene prevalentemente tra aziende ospedaliere. Grazie ai finanziamenti regionali post-Covid, sono state attivate sedute operatorie aggiuntive che hanno consentito di raggiungere gli obiettivi annuali di abbattimento delle liste.

Neonatologia: infezioni sotto controllo

Nelle scorse settimane, tre neonati sono stati colpiti da infezione batterica all’interno del Garibaldi Nesima. Una colonizzazione che, secondo il direttore Giammanco, sarebbe stata subito bloccata: «Il reparto fa periodicamente verifica, perché un bimbetto ricoverato in neonatologia in terapia intensiva richiede un’attenzione particolare. Le procedure di controllo sono state immediatamente attivate, con revisione dei protocolli e sospensione temporanea dei ricoveri per massima tutela. La vera sfida è intercettare la colonizzazione, evitare che evolva e che si diffonda».

Il tema dell’antibiotico-resistenza va oltre il singolo episodio. «È una problematica mondiale – sottolinea il manager -, legata all’uso non appropriato degli antibiotici, sia in ambito umano che zootecnico». All’interno del Garibaldi opera un gruppo dedicato all’antimicrobial stewardship, che monitora e ottimizza l’uso degli antibiotici. «Ridurre l’uso inappropriato significa tutelare non solo l’ospedale, ma l’intera comunità. Un’azienda deve vivere oltre le singole persone – conclude -. E ciò si può fare grazie a una squadra solida con competenze condivise».


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